Zafferana Etnea ricorda i 30 anni dall’eruzione dell’Etna che minacciò la città negli anni ‘90

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Si terrà oggi alle 20:45 in piazza Cardinale l’incontro “Trent’anni dalla grande eruzione” con la proiezione di immagini e testimonianze di chi era presente all’epoca, per rinnovare la memoria storica

In occasione del trentesimo anniversario dell’eruzione dell’Etna che minacciò Zafferana Etnea, l’amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco e il Kiwanis, ha organizzato una manifestazione dal titolo “Trent’anni dalla grande eruzione” che si terrà sabato 25 giugno, alle ore 20:45, nella centrale piazza Cardinale Pappalardo.

Un momento di ricordo e di riflessione, fortemente voluto dal primo cittadino Salvo Russo, per conservare quella memoria storica di un’esperienza vissuta dalla collettività, della cui identità fa parte integrante il sentimento del passato.

«Abbiamo ritenuto doveroso ricordare un evento che 30 anni fa mise in pericolo il nostro territorio – dichiara il sindaco Salvo Russo –  coinvolgendo tutti i cittadini, che temevano il peggio. Con questo incontro vogliamo ripercorrere, attraverso racconti e immagini, i momenti salienti di quegli anni, e chi fu schierato in prima linea».

La serata sarà scandita dalle proiezioni di un documentario sulla colata lavica “Trasparenza – Etna 1991/1993”, realizzato da Giovanni Tomarchio e dalle testimonianze di chi era presente in quegli anni, tra cui, padre Gigi, parroco del paese negli anni ‘90, il giornalista de La Sicilia, Andrea Lodato che seguì tutta la vicenda, e le testimonianze di Stefano Branca, direttore INGV di Catania e Salvatore Cocina, dirigente protezione civile presso la Regione Sicilia.

Ma non solo, sarà presentato anche il libro “Etna il nemico sbagliato” di Marco Neri, primo ricercatore INGV che dal 1990 si occupa di tutte le emergenze vulcaniche e sismiche dell’Etna e delle Eolie in qualità di geologo strutturista e vulcanologo.

Sarà un viaggio che ripercorrerà alcuni degli episodi più rilevanti dell’eruzione, come l’apertura di due bocche eruttive nei pressi della Montagnola, il cui magma confluì inizialmente nel grande serbatoio naturale della Valle del Bove.

E poi ancora la colata lavica che raggiunse Val Calanna, (a quota 1000) a circa 3 chilometri dal centro abitato, facendo scattare immediatamente l’emergenza. La creazione del canale artificiale e gli interventi vari di Prefettura, Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile e il Comitato Operativo Misto zafferanese, creato per la circostanza.

«Ritengo che sia fondamentale far conoscere alle nuove generazioni – commenta l’assessore allo spettacolo Salvo Coco – il nostro passato, e soprattutto un evento così forte per Zafferana Etnea, che fa parte della nostra storia. Del resto lo studio della storia ha una valenza culturale, perché ci fa comprendere le evoluzioni di una società, determinando il senso di appartenenza ad un territorio».

A fare da cornice all’evento di sabato, anche una mostra di giornali e fotografie della vita della comunità zafferanese durante il periodo dell’eruzione, allestita all’interno del palazzo comunale.

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