Sergio Castellitto compie 70 anni tra cinema e tv

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Tempo di Lettura: 2 minuti ROMA (ITALPRESS) – Tra candidature e nomination al David di Donatello, Nastro d’Argento, al Globo d’Oro e a Ciak d’Oro, Sergio Castellitto ha portato a casa oltre trenta riconoscimenti. E’ stato anche nominato Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana e Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana da due differenti presidenti, Carlo Azeglio Ciampi […]

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ROMA (ITALPRESS) – Tra candidature e nomination al David di Donatello, Nastro d’Argento, al Globo d’Oro e a Ciak d’Oro, Sergio Castellitto ha portato a casa oltre trenta riconoscimenti. E’ stato anche nominato Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana e Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana da due differenti presidenti, Carlo Azeglio Ciampi e Sergio Mattarella. E ha frequentato con pari successo sia il cinema sia la televisione. Ora che sta per compiere 70 anni (è nato a Roma, da famiglia molisana, il 18 agosto 1953) vale la pena ripercorrerne la lunga e fortunata carriera.
Come tanti aspiranti attori della sua generazione, Castellitto inizia a frequentare da giovane l’Accademia nazionale d’arte drammatica. Non porta a termine gli studi ma esordisce comunque a teatro lavorando con registi importanti come Ezio Muzii e Luigi Squarzina e proprio grazie al teatro (che continua a frequentare anche come regista), con la messa in scena de “Le tre sorelle” di Cechov, conosce Margaret Mazzantini che sposa nel 1987 e con la quale ha quattro figli.
L’esordio nel cinema è del 1981 come semplice comparsa nel film di Francesco Rosi “Tre fratelli” cui seguono altri film. Pellicole minori come “Giovanni Senzapensieri” di Marco Colli e “Sembra morto… ma è solo svenuto” di Felice Farina che gli servono ad arrivare a “La famiglia” di Ettore Scola e “Le Grand Bleu” di Luc Besson. La strada ormai è tracciata e iniziano ad arrivare anche i primi riconoscimenti (per “Piccoli Equivoci” di Ricky Tognazzi e per “Tre colonne in cronaca” di Carlo Vanzina).
Dopo il teatro e il cinema, si affaccia anche in televisione dove, dopo il successo della serie “Un cane sciolto” di Giorgio Capitani, conquista definitivamente il pubblico di Raiuno grazie all’interpretazione di personaggi del calibro di Fausto Coppi (“I grande Fausto”), don Lorenzo Milani (“Don Milani – Il priore di Barbiana”), Padre Pio, Enzo Ferrari, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa (“Il nostro generale”). Gli riesce meno bene, o comunque il pubblico non gradisce, il “Maigret” in onda su Canale 5.
Nel frattempo continua l’impegno al cinema, nel quale si confronta con i generi più diversi: da “Stasera a casa di Alice” di Carlo Verdone a “Rossini! Rossini!” di Mario Monicelli, da “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi a “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore, da “Libero Burro” (di cui è anche regista) a “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino, da “Concorrenza sleale” di Ettore Scola a “L’ora di religione” di Marco Bellocchio, “da Caterina va in città” di Paolo Virzì a “Le cronache di Narnia: Il principe Caspian”, da “Non ti muovere” (tratto dall’omonimo romanzo della moglie) a “La bellezza del somaro” e “Venuto al mondo”. Di questi ultimi tre è regista come di “Fortunata”. Nel 2022 è Giovanni Boccaccio nel “Dante” di Pupi Avati. Da non dimenticare anche l’interpretazione dello psichiatra Giovanni Mari nella serie di Sky “In treatment”.
-foto Agenzia Fotogramma-
(ITALPRESS).


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