Perchè mio figlio si tocca il pisellino

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Perché mio figlio si tocca?

Nonostante la situazione possa sembrare alquanto strana o imbarazzante è perfettamente normale che intorno ai 2/3 anni il vostro bambino inizi a concentrare attenzione verso i propri genitali. Si tratta di una fase di esplorazione del proprio corpo, processo iniziato già da tempo, durante la quale ogni singola parte è uguale all’altra per i piccoli.

Di fronte a questo gesto, abbastanza frequente e spontaneo nei bimbi, i genitori reagiscono spesso con imbarazzo, non sanno cosa dire e soprattutto sono incerti su quale atteggiamento assumere. In realtà si tratta di semplici impulsi naturali che il bimbo possiede e che lo inducono ad esplorare il suo corpo e a soddisfare la sua curiosità. Sono gesti del tutto spontanei che non hanno i significati che potrebbe attribuirgli un adulto.

Mio figlio di 3 anni si tocca il pisellino: è normale?

Dai 3 ai 6 anni si verifica la cosiddetta “fase fallica”, tappa conclusiva del processo freudiano, caratterizzata dalla scoperta della differenza tra maschi e femmine e l’avvio della graduale strutturazione dell’identità sessuale che andrà a delinearsi nella pubertà. In questi anni è quindi del tutto naturale che il bambino manifesti un particolare interesse verso gli organi genitali e quindi non ci si dovrà allarmare se lo si sorprende a toccarsi le parti intime. Si tratta di una fase transitoria che termina verso i 6 anni di età, e atteggiamenti punitivi finirebbero solo con l’aggravare il senso di colpa nel piccolo. Ciò che devono fare i genitori è spiegargli che quello che gli sta succedendo non deve turbarlo: fa parte della natura umana ed è comune in tutti gli individui.

Masturbazione infantile: cos’è e cosa fare

Se invece entra in campo la masturbazione infantile, allora vuol dire che il bimbo è andato oltre la normale ispezione dei genitali. E’ più facile e frequente che si verifichi quando il bambino è annoiato, quando è davanti alla televisione, quando si sente solo o triste ed ha bisogno di essere consolato, quando è sotto stress, quando sta per addormentarsi. Se il bambino dovesse masturbarsi solo occasionalmente, il compito dei genitori è quello di lasciarlo tranquillamente esplorare il suo corpo. Oltre a questo aspetto, mamma e papà devono insegnargli che, nonostante si tratti di un gesto normale e naturale, è pur sempre una cosa riservata. Magari da fare in bagno o nella sua cameretta, da solo, ma non di fronte ad altre persone, nemmeno alla mamma o al papà. È necessario fargli capire che la sessualità rientra nella sfera dell’intimità di ogni persona e quindi, per questo motivo, non va esibita. Questo insegnamento aiuta ad avviare in lui l’elaborazione del senso del pudore.

Uno degli errori più comuni che i genitori fanno è accusarlo di aver compiuto un atto osceno, pericoloso e immorale. A questo punto, di fronte a questo “gesto proibito”, il bimbo sarà maggiormente stimolato a ripeterlo. Inoltre, di fronte alle sgridate dei genitori, il piccolo potrà andare incontro, crescendo, a delle future inibizioni sessuali, condizionato dal fatto che la sessualità rappresenti qualcosa di sporco. Un altro errore comune dei genitori è quello di impedire al figlio di toccarsi, magari legandogli le mani. In questo modo non fanno altro che creare inutili sensi di colpa nel piccolo, che invece deve proseguire nella sua esplorazione soddisfacendo la sua curiosità.

Se il piccolo dovesse masturbarsi davanti agli altri, i genitori hanno il compito di intervenire il prima possibile, senza minacciarlo o sgridarlo, ma facendogli capire dolcemente che alcune cose non vanno fatte in pubblico. Potranno così distrarlo e coinvolgerlo in giochi o in piccole mansioni. Se, invece, il bimbo dovesse ricorrere all’autoerotismo troppo di frequente, è opportuno rivolgersi a uno psicologo dell’età evolutiva.

Potete trovare qui un video corso pensato per la fascia di età 0-5 anni per imparare a gestire l’approccio del bambino/a alla sessualità nella vita di tutti i giorni, arrivando a gestire domande e situazioni potenzialmente imbarazzanti per te, dove risposte vaghe o superficiali o addirittura bugie possono avere conseguenze dannose.

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