Oro Fantini nel martello e argento Tortu nei 200 agli Europei

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Tempo di Lettura: 2 minuti L’Italia dell’atletica leggera sale a quota 17 medaglie

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ROMA (ITALPRESS) – L’oro di Sara Fantini nel martello, l’argento di Filippo Tortu nei 200: la serata dell’Olimpico si colora d’azzurro in coda.
La 26enne originaria di Fidenza, già primatista italiana e tesserata per i Carabinieri, fa la gara della vita: subito 70,05, 72,30 al secondo tentativo, ma è il quarto lancio quello buono, 74,18. Per la figlia d’arte – il papà è Corrado “Cocco” Fantini, finalista olimpico del peso nel 1996, e la mamma Paola Iemmi, specialista delle prove multiple e poi del giavellotto – arriva così uno splendido oro, reso ancora più prezioso dal secondo posto di un’icona della specialità come Anita Wlodarczyk (72,92), tre volte campionessa olimpica e primatista mondiale. “E’ stata una gara meravigliosa che non dimenticherò mai. Non riesco nemmeno io a crederci ancora – confessa Sara, bronzo europeo nel 2022 in Germania – E’ stata una gara in progressione, qualcosa su cui stiamo lavorando tanto e si vede. Le altre sono state di grande stimolo, essere campionessa d’Europa fa un grande effetto, sono al settimo cielo”. In chiusura la finale dei 200 metri: Filippo Tortu, bronzo pure lui due anni fa a Monaco di Baviera, non riesce a ripetere la bella prestazione della semifinale e chiude in 20″41, tempo che vale solo l’argento alle spalle dello svizzero Timothè Mumenthaler (20″28). Medaglia numero 17 per l’Italia a questi Europei ma per Tortu è più il rimpianto che la gioia. “Non ho fatto una buona gara, mi sono contratto dopo circa 50 metri e se non riesco a mettermi bene in moto poi faccio fatica. Il dispiacere è tantissimo, era alla mia portata, la vittoria era lì e dovevo solo prenderla ma non ci sono riuscito”. Argento nella 4X400 mista, dopo aver timbrato il nuovo record italiano in semifinale con 44″75 (migliorato di due centesimi il tempo stabilito da Davide Re nel 2019), il 21enne milanese Luca Sito deve accontentarsi del quinto posto (45″04) nella finale dei 400 agli Europei di Roma vinta dal belga Alexander Doom in 44″15, nuovo primato dei campionati. Sesta e settima rispettivamente Elisa Molinarolo e Roberta Bruni nell’asta (oro alla svizzera Angelica Moser a 4,78), Osama Zoghlami tenta il colpo grosso nei 3000 siepi allungando subito in testa salvo poi farsi riprendere all’inizio dell’ultimo giro: chiuderà ottavo, con la Francia che fa doppietta grazie ad Alexis Miellet (8’14″01) e Djlali Bedrani (8’14″36).
In mattinata, intanto, arrivano altri cinque pass per le finali: nei 400 ostacoli brillano Alessandro Sibilio (48″07) e Ayomide Folorunso (54″52), tre su tre per gli azzurri nei 1500 metri, qualificati per la finale in programma mercoledì: si tratta di Federico Riva, Ossama Meslek e del neoprimatista italiano Pietro Arese. Domani, sotto gli occhi del presidente Mattarella, circoletto rosso sulla finale del salto in alto col futuro portabandiera di Parigi e capitano della nazionale di atletica, Gimbo Tamberi, ma la penultima serata di finali può riservare altre gioie: in programma, oltre ai già citati 400 hs con Sibilio e Folorunso, il triplo che vedrà al via Dallavalle, Ihemeje e Bocchi, i 10.000 femminili con Battocletti, Arnaudo, Del Buono, Palmero e Gemetto e poi le ultime prove dei decatleti Dester e Naidon.
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(ITALPRESS).


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