I genitori non hanno le competenze per giudicare gli insegnanti

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I genitori hanno le competenze per giudicare gli insegnanti dei propri figli? I genitori possono mettere in discussione i metodi di insegnamento nella scuola? Ovviamente partiamo dal presupposto che la scuola dovrebbe mettersi sempre in discussione rispetto a quelle che sono le necessità attuali.


In una intervista rilasciata a Orizzonte Scuola lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet afferma: “Basta con i genitori sindacalisti dei propri figli. Non hanno competenze per giudicare gli insegnanti

Giudicare gli insegnanti: la scuola deve rispondere alle necessità attuali

Sempre secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet “il nostro paese ha una grande tradizione pedagogica, ma spesso gli insegnamenti di grandi maestri come Maria Montessori, don Milani e Mario Lodi vengono trascurati. È importante che i governanti si ispirino a questi maestri della pedagogia per prevenire, anziché rincorrere, le difficoltà attuali

Crepet ovviamente ha messo in evidenza come “l’uso improprio della tecnologia implica una delega alle macchine delle nostre funzioni cognitive e una riduzione dell’uso del nostro cervello. Il pericolo è che il digitale si sostituisca alla realtà, compromettendo la funzione fondamentale della socializzazione e causando gravi danni psicologici a lungo termine. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di socializzare, sperimentare, giocare e usare i loro sensi, e non possono affidarsi esclusivamente alla tecnologia“.

Crepet ha anche sottolineato l’importanza dell’ascolto dei bambini e dei ragazzi per comprendere le loro esigenze e costruire un’azione educativa adeguata. L’ascolto richiede tempo e richiede che si guardi negli occhi i bambini e i ragazzi per capire le loro necessità. I bambini esprimono le proprie emozioni in modo diverso, e insegnanti e genitori devono essere in grado di riconoscere e valutare tali emozioni per comprendere i bisogni dei loro figli. È importante che i bambini e i ragazzi siano consapevoli che saranno sempre ascoltati e sostenuti.

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