Etna in eruzione, fontana di lava e una nube di cenere alta quasi 10 chilometri: le nostre immagini

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Dopo l’incessante attività eruttiva dei mesi scorsi, l’Etna torna a regalare l’ennesimo spettacolo di fuoco e fumo ai siciliani con una intensa e vigorosa eruzione e una fontana di lava e nube alta almeno 10 chilometri.


Un’eruzione meravigliosa, quella della Muntagna di ieri sera, che è stata visibile oltre che da Catania e Taormina, dalle isole Eolie e dalla Calabria.

La nube eruttiva prodotta dall’attività si è dispersa durante la notte e, stando all’Ingv di Catania, la fontana di lava del cratere di sud-est è cessata. Le rilevazioni hanno parlato di un centro delle sorgenti del tremore vulcanico localizzato nell’area del cratere di sud-est a una elevazione di circa 2.900 metri sopra il livello del mare.

Il flusso lavico prodotto dall’attività in corso al Cratere di Sud-Est appare ancora alimentato ed il fronte si attesta alla quota di circa 2700 m slm. L’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto il valore massimo alle ore 21, ha subito una rapida diminuzione riportandosi nel livello medio, si legge nella nota di INGV Catania.

etna

©GreenMe

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etna febbraio

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Uno spettacolo della natura che purtroppo spaventa di nuovo gli agricoltori

Un anno di cenere sulle campagne che ha provocato paura, danni alle coltivazioni, costi aggiuntivi e disagi per la pulizia straordinaria delle strutture aziendali, delle canalette di scolo e delle strade rurali – afferma Coldiretti in riferimento alla ripresa dell’attività stromboliana dal cratere di Sud-Est in prossimità dell’ “anniversario” della prima forte eruzione del 16 febbraio 2021. Un’ulteriore dimostrazione che non si tratta di una emergenza ma di un cambiamento strutturale del comportamento del vulcano che – sottolinea Coldiretti – necessita l’avvio di un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc. Si tratta di una vera e propria calamità quotidiana che le aziende agricole devono affrontare con l’impiego massiccio di manodopera per la pulizia di strutture e coltivazioni serve tempo, acqua e quindi con costi insostenibili.

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Fonte: INGV Catania

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