“E palcoscenico sia!”, Luigi Di Pino per il gran finale della stagione teatrale del Multisala Macherione

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Il cantastorie Luigi Di Pino chiude il sipario della fortunata rassegna teatrale 2023/2024 del Multisala Macherione di Fiumefreddo di Sicilia. Un finale esilarante per il primo spettacolo teatrale del 2024.

Il Cine Teatro Macherione – Flaba di Fiumefreddo di Sicilia è pronto a riaprire il sipario del 2024 con un gran finale di stagione. Così, lì dove fine ed inizio si incontrano, in un immaginario cerchio che si chiude in maniera perfetta, il palcoscenico del Multisala Macherione accoglierà uno spettacolo in lingua siciliana, proprio com’è stato per il primo spettacolo portato in scena da Maria Rita Leotta. Il gran finale sarà affidato, invece, ad un altro grande artista della nostra Terra: Luigi Di Pino.

Sabato 13 gennaio 2024, alle 20:45, il cantastorie ripostese, Luigi Di Pino, porta in scena “Buccuzza D’Oru – Duetti e muttetti siciliani” di Luigi Di Pino.

Si tratta di uno spettacolo musicale che alterna canzoni popolari, eseguite con il coinvolgimento del pubblico, a duetti e muttetti siciliani eseguiti da: Luigi Di Pino, Gianfilippo Tomaselli, Maria Rita Leotta, e con la partecipazione straordinaria di Vissia Messina. Sul palco ci saranno anche i musicisti: Marco Crisafulli alla fisarmonica, Rosario Tomarchio al contrabbassoe Gino Catanzaro alle percussioni. Aiuto regia è Carmen Russo.

Nello specifico, accanto alle canzoni tradizionali, il palco si animerà di duetti e muttetti siciliani. Il duetto sarà quello fra Luigi Di Pino e Gianfilippo Tomaselli mentre i muttetti saranno tre in tutto: uno sulle “malelingue” dal titolo “Li mali genti”, uno totalmente a doppio senso, sulla “bicicletta”, che è “A signurina curridura”, ed uno sulla “sigaretta” del quale il cantastorie ha anticipato qualche verso nel corso della conferenza stampa;

“[…] – Cu stu fumari cchi è ca ci senti, ca fumari ti vidu uri, quarti e mumenti?

Iu ti lu dicu immediatamenti, si nun lu sai gran pezzu di gnuranti, ca lu fumari mi sbarìa la menti, calma li pinseri cchiù siccanti, di chiù duna l’aspettu di ‘mpurtanza e, allu stissu tempu, l’eleganza.

 Tu fa diri la to gran ‘gnuranza. La sigaretta li denti ti ‘nzunza, t’ammala cannarozza, pettu e panza, unn’è ca poi valiri mancu n’unza. Fà comu a mia, megghiu ca non fumu ca sugnu beddu e russu comu a ‘n pumu!”

Ecco che in quel cerchio si inserisce anche Maria Rita Leotta che torna sul palco del Macherione per l’ultimo spettacolo in programma. Un’imperdibile pezzo di storia della Sicilia, fra teatro e musica, è quella messa in scena dalla tradizione del cantastorie, una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura folklorica popolare che accompagnava la “cantata” con uno strumento, in genere la chitarra, e la cui tradizione risale agli antichi greci, ai vichinghi, ai trovatori del medioevo francese, alla cultura islamica e alla scuola poetica siciliana.

I cantastorie, eredi dei giullari medievali, ebbero grande diffusione nella Sicilia del XIV secolo. Il repertorio comprendeva: storie di amanti, satire contro i villani, canti lirici ed epici. Dopo la prima Guerra Mondiale cambiano gli argomenti che si concentrano soprattutto sulla sofferenza patita da sempre dal popolo siciliano. A metà degli anni ’50 questa figura inizia a scomparire, sostituita dalla televisione, sino alla sua scomparsa negli anni ’70.

Oggi, c’è chi, come Luigi Di Pino, mantiene in vita il legame con un passato recente, con un linguaggio tutto siciliano, con questa figura potente che è il cantastorie.

“Il cantastorie comprende quattro arti: la pittura, la poesia, la musica e il teatro. – Commenta Luigi Di PinoIl teatro mi permette di diventare ogni volta personaggi diversi. Sono contento di portare il mio spettacolo a Fiumefreddo, paese cui sono legato, in un cinema in cui già da adolescente ho fatto tante esibizioni ed anche una mostra su reperti musicali siciliani storici. Quindi con orgoglio chiudo questa bellissima rassegna con l’auspicio di aprire la strada alla prossima.”

“Una piccola stagione teatrale varia e di valore – così la definisce il titolare Domenico Barberache ci ha dato grandi soddisfazioni con il sold out ad ogni data e che ci rende fieri di aver centrato l’obiettivo: riportare il pubblico a teatro. Una rassegna che ha portato in scena le diverse anime della complessa sicilianità e che si chiude in maniera perfetta, guardando già al futuro e alla nuova stagione.”

E’ ancora possibile acquistare le ultime poltrone per lo spettacolo di sabato 13 gennaio 2024.

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