Credito sportivo, Quintieri “Nel 2024 puntare sulle infrastrutture”

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Tempo di Lettura: 2 minuti “Nonostante l’incertezza, credo sia stato un anno molto positivo”.

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un anno difficile, in cui l’istituto ha rafforzato l’impegno per lo sport, sostenendo finanziariamente Enti Locali, Federazioni, società sportive e Università”. Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, ripercorre così il 2023 dell’ente che rappresenta. “L’aumento dei tassi d’interesse che già è costoso in generale lo è ancora di più per chi eroga servizi sportivi – spiega in un’intervista all’Italpress -. Si tratta di associazioni con una bassa profittabilità. Il nostro intervento che permette di abbattere i tassi d’interesse credo sia stato fondamentale. Nonostante l’incertezza che regna nel mondo economico e nel mondo dello sport, credo sia stato un anno molto positivo”. Centrale è il tema della riqualificazione delle infrastrutture in Italia che “al di là del numero, sono caratterizzate da un elevato livello di obsolescenza” e che necessitano quindi “di essere riammodernate – aggiunge Quintieri -. C’è un problema grave, emerso con tutta la sua forza, che è quello dell’energia. Sono infrastrutture ad alta intensità di consumo energetico e questo ha avuto un costo di circa 800 milioni di euro per le società sportive. Investire nelle nuove infrastrutture e in quelle esistenti, rendendole più efficienti dal punto di vista economico, è una delle questioni da affrontare nel 2024”. Senza dimenticare l’aspetto sociale della pratica sportiva: “Le infrastrutture spingono più gente a fare sport, ma rappresentano anche centri di socialità, luoghi di aggregazione che tolgono tante persone dalla strada”. Un focus speciale è dedicato al meridione: “Il gap che divide il Sud dal Nord è ancora maggiore nel campo dello sport – spiega Quintieri -. Il Mezzogiorno avrebbe bisogno ancora di più rispetto al resto del Paese di investimenti nelle infrastrutture sportive, visto che c’è un numero di praticanti inferiore a quello del Nord. Da questo punto di vista il Pnrr ha dedicato troppe poche risorse, parliamo di 700 milioni. Noi abbiamo affiancato queste risorse con una linea di credito che permette di incrementare la potenzialità di erogazione”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

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