Coronavirus, Zampa: “Pronti a eventuale seconda ondata”

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"Dobbiamo tornare a una vita normale, consapevoli pero' che il virus c'e', dobbiamo convivere col virus comportandosi con intelligenza", dice la sottosegretaria al ministero della Salute Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print


ROMA – La sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa (Pd), e’ intervenuta ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’e’ desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sulla possibilita’ di una seconda ondata, ha detto che “il virus circola ancora, ci sono ancora presenze di piccoli focolai. Probabilmente in questo momento anche il clima aiuta perche’ la gente sta di piu’ all’aperto. Siccome fino ad ora non ci sono certezze, in presenza di un’attivita’ del virus ancora in essere, sarebbe sciagurato stavolta immaginare che governiamo tutto quando il virus ha dimostrato che non e’ cosi’. Noi siamo gia’ organizzati, questa volta non ci sarebbero giustificazioni se ci facessimo trovare impreparati. C’e’ il monitoraggio, abbiamo aumentato il numero dei posti in terapia intensiva, ci sono formule terapeutiche piu’ efficaci, c’e’ molto in campo gia’ pronto. Dobbiamo tornare a una vita normale, consapevoli pero’ che il virus c’e’, dobbiamo convivere col virus comportandosi con intelligenza”.

Sul monitoraggio dei dati. “Il monitoraggio- ha risposto Zampa- viene fatto quotidianamente con la costruzione di un vero strumento di tipo matematico, che proietta i dati, li analizza, settimanalmente si fa il punto e si capisce come stanno andando le cose. Abbiamo potuto fare un allentamento delle misure perche’ siamo arrivati al risultato che volevamo ottenere”.

Sullo slittamento del via libera agli sport di contatto, Zampa ha dichiarato: “E’ vero che con l’inizio della Serie A si poteva dare subito il via libera anche agli sport di contatto a livello amatoriale, non va trascurato pero’ che il calcio ha preso degli impegni importanti, che tanti non sono in grado di prendere. Hanno un controllo medico e scientifico costante dei propri giocatori che nessun altro si puo’ permettere”.

Sui tamponi. “I tamponi vanno fatti in gran numero, ma con intelligenza, bisogna avere dei target. Sarebbe inutile fare tamponi a casaccio. Una campagna intelligente significa che se c’e’ un nucleo familiare dove c’e’ un contagiato, vanno controllati tutti gli altri componenti della famiglia. Gli operatori sanitari vanno continuamente controllati”.

Sul momento piu’ brutto della fase dell’emergenza. “Il momento piu’ brutto e’ stato quando ho capito che dovevamo chiudere tutto. La prima reazione emotiva vera e’ stata Codogno. La prima volta che ho sentito il ministro dire che bisognava chiudere tutta la comunita’ mi e’ sembrato crudele, poi ovviamente razionalizzi e capisci che e’ un atto d’amore perche’ e’ l’unico modo per affrontare seriamente questo virus, tra quelli possibili ad oggi”, ha concluso Zampa su Radio Cusano Campus.

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