Cito “Inclusione e modernità, il taekwondo è per tutti”

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Tempo di Lettura: 2 minuti Il presidente Fita: “La mia idea di federazione e’ da sempre quella di un’organizzazione aperta”

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ROMA (ITALPRESS) – “La Fita ha avviato una politica di ‘integrazionè di varie realtà che per vari motivi storici non ne facevano parte”. Il taekwondo italiano, impegnato nella sfida dell’inclusione, sta attraversando una fase di trasformazione sotto la guida del presidente della Fita, Angelo Cito, nella cui ‘visionè di uno sport sempre più all’avanguardia restano imprescindibili l’integrazione, la gestione delle differenze e l’apertura a nuove opportunità. “Chi vince deve condividere il proprio successo anche con chi non ha contribuito direttamente, in quanto potrebbero farlo nelle occasioni future”, ha sottolineato il numero uno della Fita, mettendo l’accento sulla sua visione di una federazione aperta a tutti gli appassionati di sport da combattimento compatibili con il taekwondo e che desiderano anche praticarlo. La Fita, assicura ancora Cito, si pone come un centro nevralgico per i fans di uno sport olimpico che ha subito regalato medaglie pesanti al movimento azzurro: “La mia idea di federazione è da sempre quella di un’organizzazione aperta, in grado di rappresentare il punto di riferimento per tutti gli appassionati di taekwondo, indipendentemente dalla provenienza”. Sulla questione di ampliare le proposte e accogliere chiunque abbia il desiderio di far parte della Fita, “crediamo molto nella formazione dei tecnici e cerchiamo sempre di fornire i migliori strumenti per rendere accessibile a tutti il taekwondo olimpico”. Detto che “favorire l’accesso ad un modello di governance efficace come il nostro è un’iniziativa volta a garantire a tutti gli appassionati le stesse opportunità”, Cito prosegue affermando che “abbiamo reso il taekwondo uno sport moderno, supportato da un sistema elettronico e da regolamenti chiari che permettono a chiunque di potersi cimentare e gareggiare”. Il presidente della Fita conclude con una riflessione sul futuro: “Gli organi federali ed il sottoscritto dobbiamo creare le condizioni affinchè maestri, atleti e appassionati di sport da combattimento possano praticare il taekwondo nei suoi vari aspetti e fasi della loro vita”. Di certo, con atleti già qualificati per Parigi 2024, il taekwondo italiano si prepara a un futuro inclusivo e aperto a nuove opportunità.
– Foto Ufficio Stampa Fita –
(ITALPRESS).


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