Aerosol non serve a nulla. Lo dicono gli esperti.

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L’aerosol non serve? Abbiamo speso tanto tempo a convincere i nostri figli a farlo per niente? Cerchiamo di capire la verità.

Sono arrivati i primi malanni di stagione. Molti genitori ricorrono all’utilizzo dell’aerosol, molto spesso anche in misura preventiva o comunque al comparire del primo raffreddore.

Quante volte siamo ricorsi all’aerosol e abbiamo “costretto” i nostri figli a respirare nel boccaglio restando immobili per 10 minuti, promettendo loro ricompense di ogni tipo?

Quando usare l’aerosol nei bambini

Per molti genitori l’aerosol infonde un senso di sicurezza, ma non serve sempre per ogni cosa.

Secondo  Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’Università di Perugia e presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid), in più della metà dei casi la terapia con aerosol è inutile.

«Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione.

Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati), facendo passare il liquido da una narice all’altra: l’obiettivo è evitare la colonizzazione batterica nasale.

In caso di bronchite asmatica, con broncospasmi ricorrenti, ovvero un restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria, si può procedere con salbutamolo (farmaco broncodilatatore, ndr) e corticosteroidi (cortisone, ndr) in aerosol, mentre per la bronchiolite – un’infezione virale delle ultime diramazioni bronchiali frequente nel primo anno di vita – si fanno cicli solo con la soluzione ipertonica (ovvero acqua purificata con una concentrazione di sali superiore a quella del nostro organismo, che è dello 0,9%, ndr). Nella laringite ipoglottica, con tosse “a foca”, si opta per l’aerosol con soluzione fisiologica e cortisone. È bene aggiungere che la scelta dei corticosteroidi va fatta dal pediatra, perché non tutti hanno la stessa efficacia».

La presunta efficacia dell’aerosol nel trattamento dei malanni stagionali dei bambini è stata studiata approfonditamente anche da Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Clavenna, insieme al suo team e coinvolgendo la stessa Associazione Culturale Pediatri, nel 2010 ha dato il via a uno studio durato due anni su 520 bambini da 1 a 5 anni con infezioni delle vie aeree superiori, finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).

I piccoli volontari sono stati divisi in due gruppi:

  • il primo è stato trattato con cortisone in aerosol
  • il secondo con soluzione fisiologica sempre in aerosol

Tra i due gruppi non è emersa alcuna differenza nell’entità del disagio e nella durata dei sintomi. Dunque, nel trattamento dei malanni stagionali che colpiscono prevalentemente la prima infanzia, l’efficacia dei farmaci cortisonici si è rivelata pari a quella della soluzione fisiologica, ovvero acqua purificata e sale allo 0,9%. 

Antonio Clavenna affermava quindi che:

«Nei disturbi delle alte vie respiratorie l’aerosol è sempre inappropriato perché inutile, non riduce i sintomi né i tempi di decorso della malattia. Per le afflizioni delle basse vie c’è evidenza scientifica dell’utilità della aerosolterapia, ma solo per alcune specifiche condizioni: il broncospasmo nei bambini piccoli, la fibrosi cistica ed eventualmente la prevenzione nel caso di broncospasmo frequente.

Da noi, fin dagli anni ’70, c’è la moda dell’aerosol, legata all’abuso di diversi tipi di farmaci, come i mucolitici per sciogliere le secrezioni e i cortisonici contro le infiammazioni. Nell’aerosolterapia quello che può funzionare, per i disturbi delle alte vie aeree, è il vapore acqueo che idrata le mucose e rende fluido il muco: niente di diverso dai vecchi suffumigi.

Dunque quello che dico alle mamme è: se proprio volete usare l’aerosol metteteci la soluzione fisiologica, che può avere qualche utilità nel ridurre i disagi del bambino, anche se solo temporaneamente».

Cosa fare in caso di raffreddore nei bambini

Se l’aerosol non serve, o meglio, se rispetto ad altre cure sia quella meno efficace, al contrario, è accertata l’utilità di altre abitudini:

  • è bene invitare il bambino a bere di frequente
  • effettuare lavaggi nasali per eliminare muco e catarro
  • umidificare adeguatamente gli ambienti (45-55%)
  • monitorare la temperatura in casa (che non dovrebbe superare i 20°)
  • lavare spesso le mani e usare solo fazzoletti di carta

Ovviamente, consultate sempre il vostro pediatra, l’unico che conosce, insieme a voi, la storia clinica dei vostri figli.

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