Zaia è preoccupato e lancia una “preghiera assoluta” ai veneti: ‘Non abbandonate precauzioni’

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Il governatore del Veneto chiede il rispetto delle regole anti-coronavirus e lancia un appello a non allentare gli sforzi Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print

VENEZIA – Dopo un “weekend molto affollato sulle spiagge” del Veneto che ha innescato “un sacco di segnalazioni e di preghiere dei cittadini”, mettendo in mostra quanto stia “venendo fuori un grande senso civico della maggioranza silenziosa, che non si vede e non si sente, ma chiede il rispetto delle regole” anti-coronavirus, il governatore Luca Zaia lancia un appello a non allentare gli sforzi e le attenzioni contro la diffusione del virus.

SÌ ALLA MASCHERINA NEI LUOGHI CHIUSI E DOVE CI SONO ASSEMBRAMENTI

“Siamo fortemente preoccupati” da una tendenza ad abbassare la guardia, ammette il presidente della Regione parlando oggi ai cronisti, per nulla rassicurato dalle tesi scientifiche sul fatto che il coronavirus stia diminuendo la sua virulenza. “Dico ai veneti quello che ho detto loro il 18 maggio: attenzione” perchè, finito il lockdown, “trasferiamo la responsabilità dalle Istituzioni a ognuno. Oggi siamo artefici del nostro futuro“. E dunque ricorda che, anche se il coronavirus ora sembra fare meno ‘male’ restano le “semplici e banali” regole di prevenzione, a partire dalla mascherina nei luoghi chiusi e dove ci sono assembramenti. Ma appunto spetta a singoli sforzarsi su questo, anche perchè “non faccio Catone il censore e non vado a cercare quelli che sbagliano”. Ma chiede di “non mettere a repentaglio” il cammino fatto per superare il lockdown, chiedendo a tutti di “restare nei binari della sostenibilità” di comportamenti minimi di prevenzione. Sono quegli accorgimenti, osserva Zaia, che, messi in pratica, hanno permesso di passare alla fase 2, mentre “se stavamo a sentire gli scienziati eravamo a casa” ancora a adesso e magari “fino a novembre” quando poi ci sarebbe stato il riaffacciarsi dell’influenza. Di qui la “preghiera assoluta“, come la chiama Zaia, ai veneti a “darsi da fare e mettersi di impegno” per non ridurre i comportamenti virtuosi contro la diffusione del virus.

FOCOLAI VENETO IN CALO, ORA TAMPONE GRATIS A BADANTI

Tamponi gratuiti per le badanti che tornano in Veneto. E dunque un appello a quante sanno che alcune delle loro ‘colleghe’ stanno rientrando in regione per riprendere servizio affinchè si sottopongano alla verifica sulla positività al Covid-19. Appello identico a quello che viene rivolto ai parenti delle persone assistite dalle badanti. Annuncia tutto oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia, facendo il punto sulla situazione dei focolai in regione (ne sono attivi 22, 13 familiari e nove in strutture per anziani) e su due in particolare, quello di Feltre e quello appunto ‘delle badanti’.

Oggi stesso parte una lettera ai Dipartimenti di sanità per avviare la campagna di tamponi sulle badanti in rientro in Veneto dal loro paese. E’ “il sistema migliore per evitare” altri casi di contagio, dice Zaia. Ma bisogna farli, sottolinea, insistendo sulla ‘obbligatorietà’ di questo passaggio, che però promette che sarà gestito “con molta semplicità”. Ad esempio, non servirà un certificato ad hoc. “Basta chiamare il medico di base” e a questa categoria di operatori della sanità, Zaia chiede collaborazione su questo nuovo fronte. “Non andiamo a burocratizzare sta roba”.

Fare i tamponi alle badanti che tornano in Veneto, e dunque a persone che “vengono da fuori, da altri sistemi sanitari” e possono avere avuto rapporti con persone a rischio coronavirus, è una procedura “di buonsenso e di buon vicinato“. Ora si troveranno i modi migliori per informare sui presidi sanitari a cui rivolgersi per attivare l’esame e intanto Zaia assicura “il tampone lo facciamo in tempo reale”. Insomma, è il leit motiv del governatore, fare ‘presto e bene’ per evitare che il focolaio delle badanti veda dei replay mentre in generale i focolai stanno calando: sono scesi da 135 della settimana 25-31 maggio ai 22 attuali riducendosi, di sette giorni in sette giorni, prima 75 poi a 56, poi a 35 fino al livello attuale. E Zaia sottolinea in particolare la “forte riduzione” nell’area delle strutture per anziani. E aggiunge che si è deciso di mantenere il ritmo di corsa sul testing nelle case di riposo: dunque, verifiche sui contagi ogni 20 giorni e non ogni 30 come raccomandato dalla comunità scientifica. Il che significa tamponi a 30.000 ospiti anziani ogni 20 giorni e altrettanti agli operatori; risultato: 60.000 tamponi ogni tre settimane.

SCUOLA? “EMBLEMA DELL’UFFICIO COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI”

La scuola, e i tentativi per la sua riapertura post Covid, “sta rappresentando nella maniera peggiore l’ufficio complicazioni affari semplici”. E’ il giudizio che arriva dal governatore del Veneto Luca Zaia che, parlando oggi con i giornalisti, non manca di ricordare che quando si aprì la partita sulla richiesta di autonomia per la Regione “ci dissero ‘giù le mani dalla scuola’, ma se le mani che devono occuparsene sono queste”, quelle cioè di chi al Governo del paese, “c’è da preoccuparsi”.

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