Turista si siede sulla Paolina Borghese di Canova per un selfie e la danneggia

Capolavoro di Antonio Canova danneggiato: un turista in visita Museo Gypsotheca di Possagno (prov. Treviso) intitolato all’artista si è seduto sul modello in gesso della Paolina Borghese e le ha spezzato le dita del piede. Il fatto è avvenuto ieri 31 luglio e a denunciarlo Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Canova del medesimo comune.

Possagno ha dato i natali nel 1757 al grande scultore e pittore, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in particolare per la scultura. Per questo il piccolo comune del Trevigiano ospita un museo intitolato proprio a lui e che ospita una grande quantità di sue opere.

Tra queste proprio il modello in gesso della celeberrima Paolina Borghese, la cui versione definitiva in marmo è conservata nella Galleria Borghese a Roma. Modello che ora però non è più integro perché un turista austriaco si è seduto sui piedi dell’opera, danneggiandoli. Il tutto per una foto ricordo.

Turismo sì, incuria e danneggiamenti no: Vittorio Sgarbi si scaglia contro l’incosciente visitatore.

“Dopo la riapertura dei musei, e tra questi il Museo Gipsoteca di Possagno – racconta il critico sulla sua pagina Facebook – si registra un episodio clamoroso, che non viene da visitatori italiani, né da extracomunitari, ma da un incosciente turista austriaco che ha ritenuto di mettersi in posa per una foto di opportunità sedendosi sulla Paolina Borghese, spezzandole le dita del piede. Chiedo chiarezza e rigore alle forze dell’ordine e alla magistratura individuando con gli strumenti di sicurezza il vandalo incosciente, e non consentendogli di rimanere impunito e di rientrare in patria. Lo sfregio a Canova è inaccettabile”.

Non sono chiare ancora le effettive dinamiche, se per esempio non ci fossero controlli o se il turista abbia approfittato di qualche distrazione.

#barbariUn incosciente turista austriaco si è seduto sulla Paolina Borghese, spezzandole le dita del piede.

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Venerdì 31 luglio 2020

L’episodio ricorda il gravissimo e molto recente danno al castello di vetro di Cenerentola da 42mila euro, conservato presso il Museo del vetro di Shanghai. In quel caso sono stati due bambini che, correndo, hanno parzialmente distrutto l’opera.

Due bambini rompono il castello di vetro di Cenerentola da 42mila euro mentre corrono in un museo

C’è chi ha incolpato gli adulti genitori per non aver vigilato. Oggi è direttamente un “cosciente” adulto ad essere responsabile dell’accaduto.

Si attende ora di conoscere le misure prese non solo contro il visitatore, ma soprattutto per riparare al grave danno.

Fonti di riferimento: Vittorio Sgarbi/Facebook

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Da Greenme

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