Tg Ambiente, edizione del 30 giugno 2020

CLIMA, 38 GRADI A GIUGNO: NON È RIMINI MA SIBERIA

L’emergenza climatica in atto macina record. 38 gradi sarebbero tanti anche in Italia e invece sono stati registrati il 20 giugno scorso a Verchojansk, paesino 4.600 km a nord-est di Mosca, oltre il Circolo polare artico, in quella Siberia solitamente sinonimo di gelo. Al di là del picco, la scorsa settimana le temperature medie sono state intorno ai 30 gradi, 10 gradi sopra la media dei massimi di fine giugno. Se confermata, la temperatura batte l’attuale record per le alte temperature a nord del Circolo polare artico, stabilito nel giugno 1915 con 37.8 gradi a Fort Yukon, Alaska. La Russia quest’anno ha vissuto l’inverno più caldo degli ultimi 130 anni, con incendi, invasione di insetti e scioglimento del permafrost, probabile causa del più grave incidente petrolifero della sua storia, alla fine di maggio a Norilsk, sempre in Siberia. –

LIPARI, CAPODOGLIO INTRAPPOLATO DA RETE ILLEGALE

Un capodoglio intrappolato da una rete da pesca illegale al largo dell’isola di Lipari, in Sicilia. Il giovane maschio è stato rintracciato dai volontari di Filicudi Wildlife Conservation, partner del progetto europeo Life Delfi. Per salvare il capodoglio sono intervenuti i militari della Guardia Costiera di Lipari. Il primo tentativo di liberare il cetaceo tagliando le reti che bloccavano la pinna caudale non è stato risolutivo, solo con il supporto del Lipari Diving il capodoglio è stato liberato dalla rete derivante illegale usata per la pesca del tonno e del pesce spada, una rete severamente vietata. Obiettivo principale di Life Delfi, coordinato dal CNR e tra i cui i partner c’è Legambiente, è proprio ridurre le interazioni tra i cetacei, in particolare i delfini costieri, e la pesca professionale. “La rete derivante è una trappola mortale per cetacei e tartarughe marine- spiega Monica Blasi, presidente di Filicudi Wildlife Conservation- Trattiene l’animale sott’acqua senza consentirgli di venire a galla a respirare”.

MARE. COSTA: SE C’E’ DEPURATORE NO RISCHIO COVID

Bagni al mare e coronavirus: nessun rischio se le acque reflue vengono trattate come si deve da un depuratore ben funzionante, ma nelle zone dove le fogne scaricano illegalmente a mare, come capita in aree di abusivismo edilizio, qualche rischio c’è. Questo l’avvertimento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “La fase finale di disinfezione” delle acque reflue, raccolte nelle fognature e avviate al depuratore, consente se “trattate correttamente” di “ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate nell’ambiente”, ha spiegato Costa in audizione alla commissione Ecomafie. Eventuali rischi di diffusione del coronavirus, però, potrebbero esserci in caso “di mancanza o inefficienza dei servizi di depurazione, che potrebbero comportare la diffusione di SARS-CoV-2 nell’ambiente”. E’ quindi “ancora più urgente risolvere la questione” della mancata depurazione delle acque reflue urbane, è l’appello di Costa.

CON DI CAPRIO DOCUMENTARIO VIRUNGA DIVENTA FILM

Star hollywoodiana, premio Oscar e ambientalista. Leonardo Di Caprio aggiunge un altro tassello alla sua battaglia per il Pianeta con ‘Virunga’, la versione cinematografica del documentario scritto e diretto da Orlando von Einsiedel, prodotto dalla star ecologista, uscito nel 2014 e candidato agli Academy Award nel 2015. Di Caprio sta sviluppando il progetto del film insieme al regista premio Oscar per ‘Moonlight’, Berry Jenkins, e a Netflix. La pellicola racconta la storia vera dei ranger che rischiano la vita per salvare dal bracconaggio il parco nazionale più prezioso dell’Africa e i suoi gorilla in via di estinzione, appunto il Virunga, riserva naturalistica da ottomila chilometri quadrati nella Repubblica Democratica del Congo.

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