Report della Commissione Esteri del 26 giugno

Dibattito preparatorio in vista della seduta congiunta con la Commissione Affari Esteri e Comunitari del Senato della Repubblica Italiana in programma giovedì 2 luglio 2020 Share on facebook Share on twitter Share on whatsapp Share on email Share on print

Comma 2 – Dibattito preparatorio in vista della seduta congiunta con la Commissione Affari Esteri e Comunitari del Senato della Repubblica Italiana in programma giovedì 2 luglio 2020

Paolo Rondelli (Rete): Ci sarà un dibattito libero della durata di 60-90 minuti. L’idea di oggi è quella di valutare alcuni suggerimenti per quella che dovrà essere la mia relazione iniziale. Vi leggo i membri della Commissione. Il presidente è il senatore Vito Petrocelli. Fanno parte della commissione anche i senatori Renzi e Salvini. Lascerei proseguire anche con altre comunicazioni al Segretario di Stato Luca Beccari.

Segretario di Stato Luca Beccari: Io penso che questa sia un’occasione importante per creare un ulteriore tassello di collaborazione con l’Italia a livello politico e credo che sia l’occasione per uscire con una posizione comune che rafforzi la volontà di dare corso alle relazioni bilaterali nel quadro di quelli che sono gli accordi del 1939. In un quadro come quello attuale dove San Marino ha esigenze nuove e un arretrato di alcuni aspetti sospesi con la Repubblica italiana di lungo corso. Le nostre relazioni si sono sempre caratterizzate da corpi specifici che caratterizzano la collaborazione nei vari settori. Credo che negli ultimi 20 anni le intese significative di peso per il rafforzamento del rapporto tra i due Stati siano state poche. Dobbiamo porci come obiettivo trovare una intesa politica sulla necessità di rivedere e implementare gli accordi importanti per noi che per molti versi non sono più attuali per i giorni nostri. San Marino ancora ha un regime fiscale legato alle accise e alle importazioni che è quello degli anni Settanta. Sicuramente l’obiettivo è rimettersi ai tavoli e rimettersi a discutere gli accordi nel rispetto delle sensibilità del momento. Ci sono poi dei temi importanti che riguardano oggi più che mai gli interessi a cavallo, transfrontalieri. Il rapporto bilaterale con l’Italia è viziato da una ulteriore circostanza. Oggi le regole dell’Unione impongono una limitazione alla capacità negoziale di ogni singolo Paese. Tuttavia questo non ci preclude la possibilità di raggiungere delle intese specifiche in vari settori. Le intese legate al superamento delle formalità sull’interscambio sono intese che possono essere prese tranquillamente. Dove è possibile con molto piacere San Marino cerca di trovare una forma di sintesi e convergenza con i rappresentanti italiani e non ha fatto mancare il suo supporto e sostegno nei vari organismi.

Paolo Rondelli (Rete): Si sta valutando una forma di uscita post-Commissione congiunta. Non è prassi uscire con un ordine del giorno congiunto ma con un comunicato stampa congiunto della Commissione. E’ un primo testo che poi condivideremo insieme alla controparte italiana. L’ultima volta che c’è stata una commissione congiunta è stato tra 2009 e 2010.

Nicola Renzi (Rf): Queste commissioni congiunte hanno un senso se riescono a supportare il Governo. In passato gli incontri romani sono serviti anche a sabotare l’azione di Governo. Io vorrei chiedere al Segretario quali ritiene essere le tematiche che se sollevate in un certo contesto possono essere utili.

Maria Luisa Berti (Npr): penso che sia compito di tutti noi affrontare questo incontro con spirito di squadra. Abbiamo una grande opportunità per presentare quelle che possono essere delle problematiche e delle grandi opportunità per lo Stato italiano e quindi richiedere una sensibile collaborazione per risolvere le problematiche. Mi piacerebbe sensibilizzare i parlamentari italiani sul negoziato con l’Ue perché potrebbero aiutarci nel garantire i punti salvaguardia. Mi auguro possa esserci la possibilità di dare un apporto il più produttivo possibile che non vanifichi la partecipazione di ciascuno di noi. Non vorrei apparisse solamente come una formalità.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Ero presente all’incontro del 2009 e in quel frangente eravamo considerati uno Stato in lista nera. Oggi possiamo dialogare a testa alta avendo fatto i nostri compiti e abbiamo tutta la capacità per affrontare temi di spessore. Non sarà possibile integrare il nostro sistema finanziario in quello europeo se prima non ci sarà un passaggio con l’Italia. Una riflessione da tenere in considerazione perché riguarda una molteplicità di aspetti. Abbiamo tutte le carte in regola per poterci confrontare su queste tematiche e verificare con la parte politica italiana una reciprocità nel darci una mano ed affrontare fino in fondo il tema della vigilanza.

Paolo Rondelli (Rete): Sono state riportate segnalazioni di vari giovani sammarinesi che stanno trovando lavoro in grosse aziende italiane. C’è una fetta di ragazzi sammarinesi che lavorano in Italia nelle zone limitrofe e sono loro i frontalieri che passano il confine. Si parlava di almeno un centinaio di unità.

Nicola Renzi (Rf): Ci sono tematiche che sono sempre rimaste sotto traccia nell’interlocuzione tra i due Paesi. Quella delle frequenze e del trading. Avrei voluto parlare con il Segretario per sapere se il Governo le sta affrontando in maniera diretta. Ci conviene tirarle fuori oppure no? Potrebbe essere utile per noi oppure no? La tematica Ue può essere più o meno sviluppata. Non possiamo arrivare lì in ordine sparso avendo anche delle aspettative diverse.

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