Ragazzini esploratori scoprono un fossile di pinguino gigante dalle lunghe zampe

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Anni dopo il ritrovamento del fossile ad opera di alcuni giovanissimi archeologi, i ricercatori hanno scoperto di una nuova specie di pinguino gigante estinto milioni di anni fa


La Nuova Zelanda è stata patria di un’incredibile quantità di bizzarri uccelli preistorici – come ad esempio lo Squawk-zilla (Heracles inexpectatus), il più grande pappagallo conosciuto sulla Terra vissuto circa 20 milioni di anni fa, oppure il Moa gigante (Dinornis robustus) e il suo predatore, l’aquila del Haast (Hieraaetus moorei) con un’apertura alare ampia addirittura 3 metri, scomparso circa 2 milioni di anni fa. Ora i ricercatori hanno aggiunto un nuovo pinguino gigante alla lista degli animali ‘fuori misura’ provenienti dal paese – uno scoperto da un gruppo di fortunati ragazzini esploratori nel 2006: i giovani avevano trovato i resti fossilizzati di un busto di pinguino, insieme alle ossa degli atri superiori e inferiori.

È surreale che una scoperta fatta da noi, quando eravamo ragazzini, tanti anni fa stia contribuendo alla ricerca scientifica oggi. E si tratta addirittura di una nuova specie! – ha esclamato Steffan Safey, uno dei giovanissimi esploratori dell’epoca. – Chiaramente il nostro tempo trascorso ad esplorare in giro è stato tempo ben speso.

Un team di paleontologi della Massey University (in cui c’è anche un italiano, Simone Giovanardi) ha finalmente esaminato e descritto questo ritrovamento incredibile, risalente a più di 30 milioni di anni fa. Il pinguino è simile ai pinguini giganti della famiglia Kairuku descritti per la prima volta dopo alcuni ritrovamenti in Otago (sempre in Nuova Zelanda), ma è caratterizzato da arti inferiori più lunghi. Ecco perché i ricercatori lo hanno soprannominato waewaeroa, che in lingua Maori significa appunto ‘gambe lunghe’. Queste zampe così lunghe avrebbero reso il pinguino particolarmente alto, molto più di ogni altra specie conosciuta – forse fino a 1,40 metri – e ne avrebbero influenzato le abilità natatorie.

Un’analisi dei membri (vivi ed estinti) della famiglia dei pinguini suggerisce che le diverse specie hanno raggiunto misure diverse, sviluppandosi indipendentemente le une dalle altre. L’ambiente naturale avrebbe poi fatto il resto, fornendo ai pinguini giganti e agli altri uccelli preistorici neozelandesi un habitat libero da predatori che avrebbero potuto insidiarli. Infatti, la Nuova Zelanda della preistoria (circa 80 milioni di anni fa) era praticamente priva di mammiferi predatori, e ciò ha facilitato lo sviluppo e la diffusione di questi bizzarri ‘esperimenti evolutivi’.

@ Journal of Vertebrate Paleontology

Sono almeno 10 i pinguini giganti che sono stati trovati sul continente, incluso il Crossvallia waiparensis, scoperto nel 2019 e risalente a più di 60 milioni di anni fa. Alcuni studi ipotizzano che, dopo essere sopravvissuti all’estinzione dei dinosauri 66 milioni di anni fa, i pinguini abbiano tratto vantaggio dalla mancanza dei predatori giganti per proliferare e differenziarsi in specie diverse. 

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Fonte: Journal of Vertebrate Paleontology

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