Ok boomer, parliamoci: come il sindacato dei pensionati è sbarcato su Reddit

La foto con cui Ivan Pedretti ha confermato agli utenti di Reddit la sua identità

Come si disinnesca un conflitto generazionale latente? È la domanda che deve essersi posto Ivan Pedretti, il segretario generale del Sindacato pensionati della Cgil che martedì scorso è sbarcato su Reddit per dialogare con i giovani e dimostrare che essere boomer, in fondo, non è poi tanto male. Sulla scia del dibattito innescato dalla popolarità del meme Ok, boomer, il sessantacinquenne sindacalista ha deciso di dare vita a un Ama – acronimo di Ask Me Anything, modalità di discussione che prevede un lasso di tempo nel quale un personaggio più o meno noto sceglie di rispondere alle domande degli utenti – per avvicinare il mondo dei pensionati alla sensibilità della generazione più a suo agio con lo strumento internet.

Le pagine del popolare aggregatore di social news avevano in passato ospitato, tra gli altri, Diego Piacentini, Giuseppe Civati, Salvatore Aranzulla e il vicedirettore del Post Francesco Costa, mentre è ormai consegnato alla storia della comunicazione politica l’Ama organizzato da Donald Trump nel bel mezzo della convention democratica del 2016, che costò il ban a oltre 2mila utenti.

Un inusuale scambio di vedute

Ho pensato di avventurarmi in questo AMA innanzitutto per provare ad avere un confronto diretto e franco con una fascia di persone con cui altrimenti avrei difficoltà ad entrare in contattoha esordito Pedretti dopo una breve presentazione, “Ma non solo, dopo l’esplosione del meme ‘Ok boomer’ e di alcune interpretazioni che ne sono seguite, mi è sembrato necessario provare a dialogare con voi anche per arginare il rischio di un’enorme e pericolosa frattura generazionale”.

Il dibattito è andato avanti per cinque ore, generando in tutto 219 commenti e un clima sostanzialmente cordiale. La curiosità degli utenti, come prevedibile, si è concentrata soprattutto sul sistema pensionistico italiano e sul delicato equilibrio tra le risorse necessarie a farlo funzionare e quelle da investire per l’occupazione giovanile:“Non penso che togliendo ai ‘vecchi’ si possano aiutare automaticamente i giovani” ha spiegato il rappresentante Spi, “Non credo ci faccia bene continuare con queste continue contrapposizioni e nella costante ricerca di un nemico facile”.

Gli altri temi caldi hanno riguardato Quota 100, le prospettive di riforma sul medio termine e lo stato di salute dei sindacati, che Pedretti ha difeso dall’accusa di essere influenzati dall’età media molto alta dei suoi iscritti. Ma è quando si parla di “Ok, boomer” che il conflitto latente torna a galla: “Ho seguito l’evoluzione che ha avuto in Italia il meme Ok boomer e ti confesso che mi ha un po’ stupito” racconta Pedretti, che delle persone tra i 50 e i 70 anni si occupa ogni giorno, “Ne è venuto fuori un dibattito molto acceso, con toni a volte anche piuttosto aggressivi, che francamente faccio fatica a comprendere e a giustificare”.

Il segretario generale prova poi a modificare la prospettiva del problema, portando il piano del discorso dall’età alle idee: “Sono molto modestamente portavoce di una generazione che ha cambiato il mondo in tanti suoi aspetti. Abbiamo contestato le nostre famiglie, rivoluzionato la scuola, conquistato diritti civili, sociali e nel lavoro, combattuto il terrorismo nelle fabbriche e nelle strade” riassume, evitando paternalismi, “Più di qualcuno di noi si faceva gli spinelli, si praticava l’amore libero, si credeva nell’emancipazione della donna. Non mi sento reazionario e non mi sento di rappresentare una generazione reazionaria”.

Il dibattito su Ok, boomer

La frase “Ok, boomerimperversa nelle comunità digitali dal 2018, ma solo di recente è penetrata nel dibattito mainstream grazie a una risposta della deputata neozelandese Chlöe Swarbrick e a un articolo del New York Times. L’espressione in Italia è stata ripresa da numerose testate e utilizzata dalla politica come elemento di comunicazione, modificandone di fatto la traiettoria.

Come ogni meme, il contenuto è diventato virale grazie alla sua duttilità, che ne permette il riutilizzo anche lontano dal contesto originale, ma il suo significato rimane piuttosto chiaro. “Ok, boomer” è oggi utilizzato per zittire i cosiddetti baby boomer, ovvero le persone nate nei vent’anni successivi alla Seconda guerra mondiale, comunemente associati a condizioni di vita privilegiate, paternalismo e una scarsa famigliarità con la tecnologia (oltre che per l’inconfondibileestetica del buongiornissimo).

È diventato, insomma, una sorta di vero e proprio inno generazionale tanto per i millennial (i nati tra gli anni Ottanta e la prima metà dei Novanta) che per gli zoomer (nati dopo il 1995), che più di tutti hanno alimentato il meme su TikTok. Ma nel percorso l’espressione ha perso l’originale accezione di ribellione generazionale, trasformandosi semplicemente nell’arma finale che chiude qualsiasi possibilità di dialogo tra i giovani e la generazione che ha scritto i libri su cui questi studiano.

Almeno fino allo sbarco di Ivan Pedretti su Reddit, l’eroe dei due mondi che vuole riportare la pace e che lancia uno speciale appuntamento per sabato, il giorno della manifestazione del Spi al Circo Massimo. “Probabilmente pioverà” conclude il segretario, “ma se non ci spaventiamo noi che siamo anziani non vedo perché dovreste farlo voi”.

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