No al CETA: il Parlamento di Cipro respinge il trattato di scambio tra Ue e Canada. Ora può (finalmente) saltare tutto

Al CETA Cipro dice no: con 37 voti contrari e 18 favorevoli il piccolo Paese insulare del Mediterraneo orientale respinge il trattato, che ora può davvero saltare. Lo annuncia Stop TTIP, che da tempo si batte perché l’accordo venga del tutto cancellato.

Il CETA, acronimo di Comprehensive Economic and Trade Agreement, è il primo accordo commerciale tra l’UE e il Canada che mira a liberalizzare le esportazioni europee di beni e servizi verso il Paese nordamericano. Il trattato è in vigore dal 21 settembre 2017 ma solo in via provvisoria in attesa che tutti gli Stati membri lo ratifichino.

Per ora però solo 15 di loro hanno detto sì e tra questi non rientra il nostro Paese che continua a rinviare la decisione tra una dichiarazione preoccupante e l’altra. Il trattato è comunque in vigore sulle materie che rientrano nella competenza dell’Unione europea.

È vero, il trattato di libero scambio mira ad eliminare i dazi sull’importazione e a consentire alle imprese europee di partecipare agli appalti pubblici in Canada accedendo inoltre ai mercati dei servizi e degli investimenti in Canada.

In questo modo sarà più semplice trasferire temporaneamente personale, anche specializzato, che potrà prestare servizi nel Paese nordamericano, contribuendo così ad impedire che innovazioni, opere d’arte, marchi e prodotti alimentari tradizionali dell’Unione europea vengano copiati illegalmente in Canada, rafforzando nel contempo la cooperazione tra gli organismi di normazione europei e canadesi.

Ma a che prezzo?

Caro Ministro, ecco perché il CETA non andrebbe ratificato

Si potrebbe verificare una vera e propria svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare, anche perché su un totale di 291 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato.

Ma soprattutto il CETA non vieterà l’ingresso di OGM e prodotti canadesi pieni di pesticidi, anche di quelli che non sono leciti in Europa, e un pericoloso vuoto normativo consentirà nei fatti l’importazione di prodotti ottenuti con farine animali negli allevamenti come la farina di sangue e la gelatina animale, pratica vietata nel nostro continente.

Cosa accade, ora, con la bocciatura di Cipro?

Un piccolo Paese insulare, di cui si sente poco in termini di peso nei trattati internazionali, potrebbe ora fermare tutto. Infatti, come spiegato sul sito della campagna Stop TTIP/CETA, il trattato può ora saltare e le sue disposizioni di non essere mai più applicate. Cipro dovrà notificare alla Commissione Europea il suo rifiuto, e in tal modo il percorso potrebbe diventare definitivo e irreversibile.

“Il voto di Cipro sul CETA va celebrato oggi come un fatto inedito nella storia dei trattati commerciali europei – si legge sul sito della campagna – I segni di una delusione nei confronti del progetto neoliberista dell’Unione ci sono tutti, e non da oggi”.

Immaginiamo che Bruxelles non accetterà passivamente l’accaduto e che inizino al più presto delle trattative, più o meno pesanti, per cercare di far indietreggiare lo Stato insulare, che non sembra però intenzionato a ignorare la decisione del suo legittimo Parlamento.

Fonti di riferimento: Stop TTIP Italia / Parlamento di Cipro/Youtube / Commissione Europea

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Da Greenme

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