Nelle piante le mutazioni genetiche non sono casuali: i nuovi OGM possono interferire con la loro intelligenza evolutiva

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I nuovi OGM (ottenuti tramite editing genetico) possono interferire con l’intelligenza evolutiva delle piante. E le conseguenze potrebbero non piacerci.


Come avevamo già visto, uno studio condotto dal Max Planck Institute ha dimostrato che almeno nelle piante le mutazioni genetiche non sono casuali. Gli scienziati ritengono ora che questi risultati incrementino le perplessità verso i cosiddetti ”nuovi OGM”, che potrebbero pericolosamente interferire con questo meccanismo.

Dalla prima metà del ventesimo secolo, la teoria evoluzionistica è stata dominata dall’idea che le mutazioni avvengano casualmente, e che quindi l’evoluzione sia il risultato della selezione naturale degli individui i quali, appunto per caso, si ritrovavano più adatti all’ambiente circostante.

Ma il recente studio ha verificato nell’Arabidopsis thaliana che le mutazioni deleterie erano ridotte e che quindi in natura alcune aree del genoma sono protette dalle mutazioni, sfidando la visione secondo cui la mutazione è una forza random nell’evoluzione.

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Esistono quindi meccanismi del tutto naturali nel genoma che proteggono specifiche importanti regioni da frequenti mutazioni: queste zone con bassi tassi di mutazione presentano una sovra rappresentazione di geni essenziali, come quelli coinvolti nella crescita cellulare e nell’espressione genica”.

Queste sono le regioni davvero importanti del genoma – spiega a Phys.org Grey Monroe, che ha guidato il lavoro – Le aree più biologicamente importanti sono quelle protette dalla mutazione

Ma quindi che succede se l’uomo modifica tale organizzazione?

Il lavoro non menziona il cosiddetto editing genetico, ovvero una tecnica più recente di ingegneria genetica in cui il DNA dell’organismo viene modificato in siti specifici (a differenza delle precedenti).

Come riportato dall’Osservatorio Terapie Avanzate, nel 2012 fu scoperto in particolare il sistema Crispr-Cas9 con il quale fu dimostrato come qualunque cellula possa essere modificata geneticamente e la correzione possa avvenire anche per un singolo errore, ovunque nel genoma.

Sì, ma poi che succede? Come riporta GM Watch, i risultati del Max Planck Institute sfidano decisamente l’idea che la maggior parte dei cambiamenti nell’editing genetico potrebbero verificarsi naturalmente, anche se il lavoro non lo menziona.

In realtà, infatti, tali tecniche sono specificamente progettate per ignorare le protezioni naturali contro le mutazioni, in modi che non si verificano (o molto raramente) nell’allevamento convenzionale.

I nuovi OGM potrebbero dunque davvero interferire con l’intelligenza evolutiva degli organismi viventi.

E le conseguenze potrebbero non piacerci affatto.

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Fonti: GM Watch / Phys.org

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