Marino “Udinese sorprendente ma non pensiamo all’Europa”

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ROMA (ITALPRESS) – “Questo avvio è una sorpresa, chiaramente non accade tutti i giorni per una squadra come l’Udinese. Può essere prevedibile per altri club, non per noi. Scudetto? Noi non ci pensiamo, vogliamo ragionare partita per partita e capire con umiltà e voglia di stupire dove possiamo arrivare”. Questo il bilancio di Pierpaolo Marino, direttore tecnico dell’Udinese, dopo sette giornate di campionato con ben 16 punti raccolti dalla formazione bianconera. Dopo la sconfitta al debutto contro i campioni d’Italia del Milan, la squadra friulana ha ottenuto cinque vittorie e un pareggio, ma il dirigente frena gli entusiasmi. “Neanche il ritorno in Europa è un obiettivo della stagione: non dobbiamo stressare la squadra e l’ambiente. Abbiamo una formazione che lotterà senza regalare nulla ma non poniamo obiettivi di lungo termine. Bisogna aspettare ben più di 7 giornate per capire dove possiamo arrivare”, ha spiegato Marino, intervenuto a “Radio anch’io sport” su Rai Radio 1.
“Il Napoli può sicuramente sognare – ha proseguito il direttore tecnico bianconero analizzando quanto accaduto finora in campionato – La squadra di Spalletti in molte partite pratica il più bel calcio del campionato, merito di un’ottima campagna acquisti e di un’ottima gestione delle risorse tecniche. Quest’anno forse la lotta al vertice sarà più accanita, con un margine ristretto a livello di punti rispetto all’ultimo campionato. Qualche outsider nella corsa scudetto? Non certo l’Udinese, siamo appena tornati nella parte alta della classifica, anche se tra la fine dello scorso millennio e l’inizio del nuovo eravamo abitualmente nei primi 5-6 posti. Magari l’Atalanta. Come ho visto l’Inter? Se dicessi bene sarei un ruffiano, ma non vorrei sminuire i meriti dell’Udinese, quindi vado ad alleviare i demeriti dei nerazzurri. Del resto la Roma ha perso in modo più netto sul nostro campo rispetto all’Inter”.
Infine Marino ha spiegato la scelta di affidare la panchina a Sottil. “Lo conoscevamo bene per i quattro anni in cui ha giocato a Udine: aveva ottenuto ottimi risultati ma ci aveva dimostrato anche grande cattiveria agonistica e determinazione, oltre ad essere sempre stato molto professionale negli allenamenti e anche uno dei giocatori con maggiore leadership”, ha concluso il direttore tecnico dell’Udinese.
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(ITALPRESS).


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