Gravina “Mancini interprete perfetto del rinascimento azzurro”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono orgoglioso perchè questo successo viene da lontano. Quando sono arrivato in Figc, nel 2018, abbiamo rivisitato l’intero Dipartimento, provando a cambiare la mentalità e cercando di organizzare la Nazionale come un club. Dopo la cocente delusione per la mancata qualificazione al Mondiale in Russia dovevamo raccontare una nuova storia agli italiani, puntando sui giovani. Ed è una storia bellissima. Mancini è l’interprete perfetto per il nuovo rinascimento azzurro”. Parla così, in un’intervista a ‘Il Corriere della Serà, il presidente della Figc Gabriele Gravina, ripercorrendo la grande cavalcata azzurra a Euro2020 culminata con il trionfo ai rigori sull’Inghilterra. Un’impresa costruita non solo sul campo ma anche fuori. Uno dei punti di forza è stato anche Gianluca Vialli: “L’ho corteggiato quasi un anno perchè è una persona di grande spessore, il profilo migliore per trasmettere coraggio, valori e esperienza ai giocatori. E poi volevo riunire i gemelli del gol. L’abbraccio tra Luca e Roberto, durante l’Europeo, è stato un regalo a tutti per le emozioni che ha generato”. L’idea di De Rossi, poi, è stata “una felice intuizione. A Daniele serviva un’esperienza formativa ai massimi livelli e a noi un campione del mondo che potesse parlare la stessa lingua dei calciatori. Quasi tutti gli azzurri lo conoscevano per averci giocato insieme. Un pezzo di questo Europeo è anche suo”. Il contratto di Mancini, sino al 2026, è stato una promessa mantenuta: “Entrambi desideravamo questo accordo. Firmare prima dell’Europeo è stata una mia scelta perchè volevo lanciare un messaggio chiaro a squadra, media e opinione pubblica: cioè Mancini alla guida della Nazionale per un lungo periodo. Il progetto vale più del risultato. E tenuto conto da dove eravamo partiti, quello che avevamo fatto già prima dell’Europeo era molto e molto incoraggiante”. A questo punto, organizzare Euro2028 diventa “un’opportunità per il Paese e dobbiamo saperla cogliere. All’Italia manca un grande evento da troppi anni, è arrivata l’ora di accelerare sugli stadi. L’ottima organizzazione delle 4 gare a Roma – ha concluso Gravina – ha dimostrato che se lavoriamo come squadra, anche a livello istituzionale, possiamo ambire a risultati prestigiosi”.
(ITALPRESS).


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