Frutti Siciliani dimenticati: ecco 4 sapori antichi che pochi ricordano

Nel vasto panorama dei prodotti della Sicilia, ve ne sono alcuni dei quali non ci ricordiamo più: oggi vogliamo parlare proprio di alcuni frutti siciliani dimenticati. Questi, un tempo, erano utilizzati in cucina e abbastanza diffusi, ma oggi sono per lo più un ricordo. Non tutti ne conoscono il nome, altri non li hanno mai visti se non in foto. Eppure, alcuni di questi sono ancora assai presenti nella nostra bella isola.

Iniziamo da li caccami, frutti dolci che un tempo si vendevano anche per strada. Sono i frutti del bagolaro, un grosso albero con il legno chiaro, duro, tenace ed elastico, di lunga durata. Questo albero attecchisce facilmente ed è anche longevo. Può diventare plurisecolare. I frutti, che in Sicilia vengono chiamati caccami, hanno prima un colore giallo o grigio-verde chiaro, ma con la maturazione diventano scuri. Non hanno molta polpa, ma sono dolci.

Un altro frutto che pochi ricordano sono le sorbe, che secondo alcuni portano anche fortuna. I frutti venivano in passato usati a scopo alimentare, ma oggi non vengono quasi più consumati. Poiché le sorbe maturano nell’autunno avanzato, con concreto rischio di danneggiamento dei pomi per l’esposizione alle intemperie e la caduta, si preferisce, come per le nespole, coglierle in anticipo e farle maturare, o “ammezzire” in luogo chiuso.

Pochissimi avranno sentito parlare della ‘nzinzula. L’albero, generalmente irregolare e contorto, viene ormai coltivato per lo più a scopo ornamentale; pur tuttavia dal frutto i contadini estraevano anticamente anche un liquore dal gusto dolce e raffinato. Pare abbia delle proprietà benefiche ed agisca efficacemente anche sull’umore.

L’ultimo dei frutti siciliani dimenticati, in realtà, è meno dimenticato degli altri. Stiamo parlando delle mele cotogne, che ancora in tanti utilizzano. Questo frutto dell’autunno appartiene al gruppo delle pomacee, lo stesso di mele e pere. L’albero del cotogno è originario dell’Asia, ma era noto già al tempo dei Romani, e viene coltivato in tutta Italia, anche se la Sicilia è una delle regioni in cui è maggiormente presente. Sulla nostra isola viene largamente utilizzata per preparare la cotognata.

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Da Siciliafan

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