Dall’assessore dei “gargarismi di pisello” al decalogo contro le risse in Parlamento, tutto il degrado della politica in Italia

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La politica ci ricasca: un commento sessista, spacciato per goliardico, catturato dai microfoni aperti e da una diretta streaming. Peccato che quella “battuta” di simpatico non avesse davvero nulla. L’ultima di una lunga lista, purtroppo.


Un consiglio “medico” di scarso gusto

Durante la seduta del Consiglio regionale della Basilicata, trasmessa in diretta streaming, i microfoni catturano l‘infelice battuta sessista detta con estrema leggerezza “le ho consigliato gargarismi di pisello”. 

A pronunciarla è un esponente di Fratelli d’Italia, Rocco Leone, indirizzata alla collega di emiciclo, l’assessora alle Infrastrutture e mobilità Donatella Merra che aveva chiesto un consiglio al pediatra oggi politico.

Tweet Video Rocco Leone

Il triste siparietto ha fatto subito il giro dei social e quindi non potevano non arrivare le scuse dell’esponente politico che si è auto sospeso per due settimane:

Esprimo le mie più sentite e sincere scusa all’ assessore Merra, a cui mi lega un rapporto di assoluto e reciproco rispetto, che sono certo sappia benissimo che non volevo in alcun modo mancarle di rispetto né istituzionale tantomeno personale. Sento di dovere delle scuse anche alle donne, alle mamme e ai lucani tutti che mi hanno scelto quale loro rappresentante. (…) Il mio più forte rammarico è che una pessima frase pronunciata come battuta tra colleghi, perché di questo si tratta, nonostante il moralismo che dagli stessi ne è venuto successivamente in maniera totalmente ipocrita e strumentale, carpita da un microfono, possa oscurare il mio impegno professionale, sociale e solo da ultimo politico a sostegno delle donne.

Domande retoriche

Se la seduta si fosse svolta senza microfoni e webcam le scuse sarebbero arrivate? Se un assessore uomo avesse chiesto un consiglio per un mal di gola, gli sarebbe stata indicata la stessa cura

Oppure queste battute così tristi, ampiamente sdoganate, sono solo riservate alle “quote rossa” in una sorta di codice non scritto dell’offesa gratuita che va sempre a virare sulla sfera sessuale?

Il fatto è che negli anni si ripetono puntualmente episodi che hanno lo stesso copione. La battuta infelice, in genere razzista o sessista ma comunque denigratoria, seguita da scuse ufficiali da perfetto comunicato stampa istituzionale, chirurgicamente assemblato. 

L’abitudine all’insulto

Esercitare una funzione pubblica non vuol dire poter dire qualsiasi cosa senza riflettere. Sono tanti, anche troppi, gli esempi di frasi infelici pronunciate o postate: da chi ha affermato

chi lascia a casa di lavare i piatti non si faccia eleggere consigliere comunale

a chi ha scritto sui social

Posso dire che due palle con ste propagande per la violenza verso la donna

oppure

Ma di f… non si parla più?.

C’è purtroppo l’imbarazzo della scelta anche senza andare troppo indietro nel tempo. Un codice di comportamento sarebbe utile ma di certo il rispetto, anche nelle piccole cose, dovrebbe essere innato e non imposto. 

 Un nuovo regolamento al Senato

Chi invece sta tentando di autoregolarsi è il Senato della Repubblica. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama ha approvato un nuovo Codice di comportamento per chiedere ai senatori di agire “con disciplina e onore, nel rispetto dei principi di trasparenza, integrità e responsabilità” in quanto la carica ricoperta non può essere utilizzata per ottenere vantaggi finanziari, diretti o indiretti, o benefici di alcun tipo. Un modo per rafforzare l’articolo 67 della Costituzione:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Otto articoli per ribadire l’integrità del ruolo che si ricopre, per suggerire di accertarsi che il valore dei doni ricevuti sia conforme alla cortesia (senza esplicitare un tetto massimo); per ribadire il no alle mail fuori contesto e fuori funzione; per sottolineare la necessità di non compromettere il prestigio del Senato con comportamenti discutibili che potrebbero comportare una sospensione di massimo 10 giorni. 

Un regolamento, stilato per grandi linee di buon senso, che dovrebbe essere utile per non vedere più scene del passato entrate nella storia.

Dal cappio del 1993 contro una classe politica giudicata corrotta alla mortadella sventolata in aula nel giorno della caduta del governo Prodi; dalle risse sedate dai commessi con parlamentari finiti in infermeria ai gestacci di ogni tipo senza scordare cori da stadio che interrompono le sedute.

 Sarebbe bello non vedere più nulla di tutto questo, dalle amministrazioni centrali a quelle più periferiche che con internet non sono più così defilate, anche senza il bisogno di un codice di comportamento.

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 FONTI: Regolamento Senato/Costituzione Italiana/Consiglio Basilicata

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