Così il nostro microbiota intestinale accumula inaspettatamente i farmaci, senza che ce ne rendiamo conto

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Una recente ricerca ha individuato che i batteri del microbiota intestinale possono interferire e interagire con alcuni farmaci


Una recente ricerca ha individuato che i batteri del microbiota intestinale possono interferire e interagire con alcuni farmaci. Quando prendiamo medicine, ci sono spesso conseguenze indesiderate e, a volte, queste conseguenze si verificano anche dopo che i farmaci escono fisicamente dal corpo. Tuttavia, anche prima che i farmaci abbiano la possibilità di lasciare il nostro corpo, probabilmente interagiranno anche con alcuni organismi, come il microbioma intestinale

In un nuovo studio, gli scienziati hanno scoperto che numerose specie di batteri che vivono nell’intestino possono interagire e accumulare diversi tipi di farmaci, inclusi antidepressivi, antidolorifici, farmaci per il cuore e altro ancora.

Lo studio

Gli scienziati sapevano già che i batteri del microbioma umano hanno la capacità di modificare chimicamente i farmaci con cui entrano in contatto, per il fenomeno noto come biotrasformazione; ma la nuova ricerca mostra che questa funzione, non è l’unica cosa che accade.

Esperimenti in laboratorio con oltre 20 specie di batteri intestinali umani esposti a 15 diversi tipi di farmaci hanno mostrato che, il più delle volte, i batteri finivano per accumulare inaspettatamente le sostanze chimiche senza effettivamente modificarle. Secondo i ricercatori, i farmaci bioaccumulati hanno il potenziale non solo di alterare il comportamento batterico e i processi metabolici, ma anche di influenzare la distribuzione e l’equilibrio delle popolazioni batteriche.

In altre parole, i farmaci non hanno solo effetto su di te, ma probabilmente hanno effetti sconosciuti sul microbiota intestinale e sulla sua composizione complessiva. Secondo il team di ricerca, inoltre, questi effetti al momento sconosciuti possono cambiare da persona a persona, soprattutto a seconda della composizione del microbiota intestinale.

Ciò che è importante sottolineare è che, a parte il problema di cosa i farmaci potrebbero fare ai batteri, i farmaci assunti potrebbero diventare meno efficaci proprio a causa di questi batteri. Di conseguenza, oltre a ridurre potenzialmente l’efficacia di alcuni farmaci, è possibile che lo stesso fenomeno possa anche causare o influenzare effetti collaterali in alcuni pazienti.

Saranno necessarie molte più ricerche per capire quanto sia davvero importante questo problema di accumulo batterico; quindi, i prossimi passi saranno portare avanti questa ricerca molecolare di base e indagare su come i batteri intestinali si legano alle diverse risposte individuali a farmaci come gli antidepressivi.

In questo modo, se si riuscirà a capire il modo in cui le persone rispondono in base alla composizione del loro microbiota, allora i trattamenti farmacologici potrebbero essere individualizzati e personalizzati.

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Fonte: Nature

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