Coronavirus, Snami: “Più di 40 medici caduti, fermare strage”

"Il sistema così strutturato non funziona perché i medici continuano a non essere tutelati perché sprovvisti di protezioni individuali adeguate alle reali necessità", dice il sindacato dei medici Condividi su facebook Condividi su twitter Condividi su whatsapp Condividi su email Condividi su print

ROMA – Sono ormai più di quaranta i medici martiri nella lotta contro il Covid-19. Lo Snami li ricorda per la loro opera, in una fase di assoluta emergenza in cui il sindacato aveva denunciato da subito l’assenza anche dei presidi di protezione di base e una “disorganizzazione organizzata”.

“Tanti morti- dice in una nota Angelo Testa, presidente nazionale Snami- testimoniano una situazione estrema i cui lottiamo quotidianamente in emergenza sui territori,in grande solitudine e che dovrebbero far riflettere tutti, ad iniziare dalla politica e dalle istituzioni locali. E’ chiaro che non si possano affrontare pandemie come questa solo con la volontà e l’abnegazione dei medici e del personale sanitario”.

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“Una situazione vergognosa- aggiunge l’addetto stampa nazionale Salvatore Cauchi- in cui interi territori lottano con ‘nulla in mano’ in una missione spesso impossibile, morale e professionale. Serve una vera presa di coscienza da parte delle istituzioni che devono deliberare maggiori risorse e coinvolgere maggiormente i Medici nelle decisioni importanti,spesso di pratica quotidiana, che solo gli addetti ai lavori possono elaborare e poi attuare”.

“Inoltre- continua Salvatore Santacroce, tesoriere nazionale Snami- alcune Regioni ed alcune Asl-Ats, emettono delle disposizioni che indicano le mascherine chirurgiche quali mezzi adeguati a proteggere l’operatore sanitario persino nei casi in cui visiti un paziente che gli tossisce addosso, facendo irresponsabilmente riferimento a obsolete indicazioni dell’Oms diramate in tempi lontani dalla attuale pandemia, avallando comportamenti fonte di contagio e di espansione dell’infezione da parte di colleghi che si fidano di tali fuorvianti indicazioni”.

“L’operatore sanitario non è protetto dalla mascherina chirurgica che serve invece ad impedire che i pazienti infetti spargano il virus nell’ambiente” sottolinea Gennaro Caiffa, vicesegretario nazionale Snami. “Inoltre i medici sono pochi e molti muoiono, altri sono costretti al ricovero a causa del Covid-19″ conclude Simona Autunnali, vicesegretario nazionale Snami. In questo momento, in cui servono medici con mansioni specifiche, ci sono oltre duemila medici vincitori di concorso per il corso di formazione specifica in Medicina generale (CFSMG) che non possono dare il proprio contributo alla nostra sanità e continuare a rimandare il corso relativo al triennio 2019-2022 aggraverebbe tale carenza. “Vi è necessità di infondere nuova linfa vitale alla Medicina Generale” conclude la nota.

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“BASTA CON STRAGE MEDICI, COSÌ NON SI PUÒ LAVORARE”

E’ un grido di dolore quello dello Snami ma sono anche urla di sdegno e di denuncia per il numero sempre maggiore di Medici che si stanno ammalando e stanno morendo. “La Medicina di famiglia- dice Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami- ha ad oggi il triste primato di avere più caduti sul campo e una moltitudine di colleghi malati e in quarantena a dimostrazione che il sistema così strutturato non funziona perché i medici continuano a non essere tutelati perché sprovvisti di protezioni individuali adeguate alle reali necessità. Il contesto organizzativo ,a macchia di leopardo nel territorio nazionale è carente,imbarazzante e non all’altezza della situazione”.

“I dispositivi che hanno fornito ai medici- aggiunge Gianfranco Breccia, segretario nazionale dello Snami- sono pochi e inadeguati, in alcune regioni e provincie non sono stati distribuiti ed in altre realtà qualche vertice distrettuale e regionale ha avuto l’ardire di dichiarare che non ci devono essere dati perché siamo liberi professionisti”.

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“Un altro problema serio- continua Domenico Salvago, vicepresidente nazionale Snami- sono i messaggi distorsivi che circolari varie e modus operandi istituzionali continuano ad emanare e confermare, ad esempio, nero su bianco, sul non far indossare la mascherina chirurgica ai malati che non hanno sintomi respiratori. E’ sbagliato ed espone ancora di più i medici e il personale sanitario al contagio perchè la malattia virale da coronavirus può manifestarsi anche con sintomi differenti come nausea e diarrea e, la grande maggioranza delle persone infettate da Covid-19, tra il 50 e il 75%, è completamente asintomatica ma rappresenta una formidabile fonte di contagio”.

“In una pandemia in essere- conclude Angelo Testa- dobbiamo considerarci tutti potenzialmente covid positivi e prendere tutte le precauzioni come se lo fossimo. Basta con le morti dei medici nel territorio, basta con questa strage,la politica e le istituzioni sentano i medici che lavorano sul campo perché la gestione di questa tragedia risulti meno superficiale”.

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