Coronavirus: il test low cost italiano che in pochi minuti rileva l’infenzione col respiro

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Un sensore capace di rilevare il coronavirus con un soffio. Una soluzione rapida e low cost per individuare il virus responsabile del Covid-19 in una manciata di minuti. Si chiama AsDECO e a metterlo a punto sono i ricercatori dell’Enea.


AsDECO (Asymptomatic DEtection COronavirus) è grande quanto uno smartphone, è riutilizzabile e non ha bisogno di reagenti. Tali vantaggi gli permetteranno di facilitare e velocizzare le opazioni di screening e individuare i potenziali asintomatici su un ampio numero di persone in ambienti come scuole e aeroporti.

“L’idea è nata dall’esigenza di avere a disposizione nuove tecnologie di diagnostica precoce e non invasiva”, spiega Antonia Lai, ricercatrice del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, che sta mettendo a punto il sensore insieme ai colleghi Alessandra Pasquo e Simone Mannori. “Stiamo lavorando a pieno ritmo per realizzare entro pochi mesi il primo sensore. La sperimentazione sul campo partirà una volta conclusa la parte di laboratorio e sarà gestita da strutture sanitare e ospedali, con i quali stiamo avviando accordi di collaborazione”.

Come funziona

Il sensore usa una tecnica ad alta sensibilità e selettività, oggi usata solo presso laboratori di analisi specializzati, riuscendo a scovare in tempo reale le proteine virali contenute nel respiro.

“La presenza del virus SARS-Cov2 nel sensore – aggiunge Lai – induce un cambiamento sulla luce riflessa, individuata attraverso algoritmi identificativi che permettono una risposta in tempi rapidi senza l’utilizzo di reagenti”.

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Foto Enea – Al segnale rosso, ottenuto dopo che il virus si è legato all’esca, il soggetto è considerato positivo

Oggi, come sappiamo, è possibile scoprire la presenza del coronavirus attraverso una serie di test diagnostici di vario tipo:

  • il “gold standard” è il tampone molecolare che ricerca il patrimonio genetico del coronavirus su un campione prelevato dal tratto naso-faringeo. Il risultato arriva entro 24-48 ore);
  • il tampone rapido o test antigenico che individua le componenti proteiche del virus su un campione naso-faringeo in un tempo ridotto, circa 30 minuti, ma meno affidabile rispetto al tampone molecolare, generalmente ritenuto valido per un primo screening;
  • il test sierologico o immunologico che consiste in un prelievo di sangue che evidenzia se si è stati in contatto con il virus, ma non se è in atto un’infezione allo stato precoce. Esso misura gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 che il nostro organismo produce se entra in contatto con il Covid-19, le immunoglobuline IgA, IgM e IgG;
  • il test salivare, che però si presta difficilmente allo screening di massa perché richiede un laboratorio attrezzato.

Il nuovo sensore punta a monitorare un gran numero di persone con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus.

“Il sensore ENEA non punta a sostituire il test molecolare, ma ad affiancarlo come test diagnostico rapido su grandi numeri di popolazione. E, in prospettiva, sarà utilizzabile da personale non specializzato e potrà essere impiegato per rilevare la presenza altri agenti patogeni, cambiando semplicemente ‘esca’ e marcatore”, conclude Lai.

Un nuovo strumento che già nei prossimi mesi potrebbe essere usato per ridurre i contagi.

Fonti di riferimento: Enea

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