C’è chi ha iniziato a usare Tinder per informarsi sugli sviluppi del coronavirus a Wuhan

(Photo Illustration by Omar Marques/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

“La minaccia di una pandemia sta diventando molto reale”. Con queste parole il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Ghebreyesus, ha aperto la conferenza stampa del 9 marzo per dare aggiornamenti sulla diffusione del coronavirus. Ghebreyesus è stato, comunque, ottimista dicendo “che potrà essere controllata”. I casi, però, si moltiplicano nel mondo e sempre più persone hanno necessità di avere informazioni: a partire da quelle che riguardano Wuhan, la regione cinese dove il virus ha iniziato a diffondersi, per sapere come potrebbe svilupparsi anche negli altri focolai. Dalla Cina arrivano segnali incoraggianti: s’è registrato il record minimo di contagi nelle ultime 24 ore (19 contro i 40 del giorno prima) e il presidente Xi Jinping ha visitato per la prima volta Wuhan, cercando di dimostrare – come ha osservato la Cnn – che il virus è in via di contenimento.

Ma sarà davvero così? Com’è noto, la Cina esegue un controllo rigoroso sulle informazioni che possono essere diffuse. Qualcuno, quindi, s’è armato di inventiva: alcuni americani hanno trovato un modo creativo per aggirare la censura cinese: chiedono direttamente informazioni ai cittadini di Wuhan, usando una funzione di Tinder, l’app di dating più famosa.

Come è possibile?

L’app di incontri, nella sua versione gratuita, permette di trovare un partner nelle vicinanze: un limite massimo stabilito quando si crea il profilo e si dichiara il proprio domicilio. Abbonandosi alla versione premium, però, si ha la possibilità di selezionare l’opzione Passport: quest’ultimaconsente a un utente con attivi i servizi a pagamento Tinder Plus o Tinder Gold di scorrere profili provenienti da una precisa posizione – ad esempio Wuhan – indipendentemente da dove si trovano davvero. Come ricorda Buzzfeed, che ha raccontato la storia, in Cina Tinder rientra tra le app vietate dal grande firewall: basta una buona vpn, però.

Setting my tinder to Wuhan so I can get the real scoop on what’s going on

— Миша (@drethelin) January 27, 2020

Sempre Buzzfeed ha raccolto i tweet di vari utenti che hanno utilizzato questa impostazione di Tinder, scoprendo che molti di loro sapevano delle misure di prevenzione imposte dal governo cinese prima che trapelassero all’esterno. Altri, invece, lo hanno utilizzato per verificare se il numero dei contagi fosse effettivamente quello riportato dai media. E molti utenti di Wuhan lo hanno utilizzato allo stesso modo: contattando estranei non per avere un appuntamento, ma per confrontarsi su dati, numeri e misure da prendere per il contenimento del virus.

Alcune risposte sono state riportate anche in un blog, Media vs Reality, il cui creatore, James, ha chattato con alcuni ragazzi di Wuhan e ha riportato le loro risposte in un post, così da chiarire la situazione nell’Hubei.

Using TINDER to speak to the quarantined citizens of Wuhan:https://t.co/dOoLG5TDHc#coronavirus #wuhan #china #virus pic.twitter.com/KJ6gFTz5D5

— MediaVsReality (@MediaVReality) January 27, 2020

Le informazioni, quindi, continueranno a circolare da un continente all’altro anche grazie a Tinder. L’app, in ogni caso, si sta impegnando per avvertire i propri utenti sulle modalità di contagio e di prevenzione del coronavirus.

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Da Wired

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