Carresi: le tradizionali corse dei buoi non sono divertenti, ma crudeli e anacronistiche

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Animali obbligati a correre, presi a colpi di bastone per il divertimento degli umani: è la tradizione barbara e anacronistica delle cosiddette “carresi”, le corse dei buoi, eventi molto popolari e sentiti in Regioni come la Puglia, il Molise e il Piemonte. Qui, in occasione delle feste dei santi patroni, i poveri buoi sono costretti a trainare carri carichi di persone e a correre fino allo sfinimento per diversi chilometri, mentre vengono spronati con bastoni chiodati e verghe. Ma cosa c’è di bello nell’assistere a uno show del genere?


Nel periodo primaverile sono diverse le cittadine italiane in cui va in scena questo scempio: l’evento più recente si è tenuto a Ururi, in provincia di Campobasso, dove i buoi sono stati lanciati in una corsa competitiva in un tragitto di oltre 4 chilometri.

Qualche giorno prima un’altra manifestazione – in onore di San Giorgio – si era tenuta nel comune piemontese di Caresana (Vercelli): qui la tradizionale corsa si svolge dal lontano 1236.

Una tradizione barbara e pericolosa da abolire

Oltre ad essere fonte di stress e sofferenze per decine di animali ogni anno, queste corse rappresentano un pericolo anche per le persone che prendono parte alle manifestazioni.

Nel 2018 un bue morì stremato durante le prove per le corse e sempre nello stesso anno la carrese di Chieuti (in provincia di Foggia) finì in tragedia, con la morte di un uomo, travolto da un cavallo fuori controllo.

Contro la tradizione delle corse dei buoi in questi giorni stanno facendo sentire la loro voce diverse associazioni animaliste, fra cui Avi Parma e LEAL – Lega antivivisezionista, che hanno lanciato anche una petizione online su Change.org, a cui hanno aderito oltre 3000 persone.

I buoi non sono nati per essere costretti a correre, sono nati per essere liberi! – scrivono gli attivisti – Dopo la corsa dei buoi di Chieuti e Caresana, domenica 8 maggio ci sarà un’altra corsa dei buoi, questa volta ad Asigliano Vercellese. Firma la petizione per porre fine a questa tradizione di costrizione e sfruttamento nei confronti degli Animali. Chiediamo al sindaco di ognuna di queste città di mettere finalmente fine a questa arcaica tradizione, e che ai buoi in oggetto venga garantita la salvezza (no mattatoio!).

Per firmare la petizione CLICCA QUI. 

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