Carabinieri fermano un bracconiere nel Parco Nazionale d’Abruzzo, l’habitat dell’orso bruno marsicano

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Armato di fucile e intanto a cacciare in una zona protetta e caratterizzata dalla presenza dell’orso bruno marsicano. I Carabinieri del Reparto Biodiversità di Castel di Sangro oggi hanno fermato un uomo nella nella Foresta Demaniale Regionale “Chiarano-Sparvera”, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.


L’uomo è stato sopreso in un’area protetta e Sito di Interesse Comunitario ed è stato denunciato e deferito all’Autorità Giudiziaria

“per aver esercitato attività venatoria in area vietata e protetta a livello europeo, nonché per aver contribuito a deteriorare habitat di interesse dell’Unione Europea ed aver messo in pericolo lo stato dell’ecosistema, della biodiversità, della flora e della fauna di un’area della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea”.

L’uomo infatti è accusato di aver praticato attività venatoria illegale in un’area protetta e danneggiando l’habitat la cui conservazione è definita “prioritaria” dalla Direttiva Habitat in cui sono presenti specie strettamente tutelate a livello europeo e nazionale come l’orso bruno marsicano e il lupo appenninico.

In particolare, la zona in cui è stato individuato il cacciatore è esattamente quella in cui vive l’orso bruno marsicano, una scpecie fortemente minacciata di cui restano poche decine di semplari.

Il cacciatore ora rischia fino a sei anni di arresto/reclusione e fino a 100.000 euro di multa.

Fonte di riferimento: Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro

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