Bagno Vignoni: la perla della Val d’Orcia

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Cipressi, buon vino e panorami mozzafiato. Questa è la val d’Orcia, quel territorio dolcemente collinare che si estende placido a sudest di Siena, inserito a partire dal 2004 fra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.


Rispetto al nord della Toscana, questa zona meridionale della regione è lontana dalle montagne e dunque attraversata da fiumi e torrenti meno impetuosi e ricchi d’acqua, ma ha la caratteristica di essere punteggiata di sorgenti termali, spesso anche di libero accesso.

Le racconteremo una per una nella guida weBeach – Toscana a breve disponibile sul sito weBeach, ma per darvi giusto un assaggino, abbiamo deciso di portarvi alla scoperta di una delle perle della Val d’Orcia, perché la cosiddetta estate di San Martino, quel breve periodo di caldo e bel tempo che si verifica in autunno, è il periodo migliore dell’anno per visitare Bagno Vignoni, una piccola frazione famosa e frequentata in estate, ma che di questi tempi offre visioni, colori e sapori meno conosciuti e inconsueti.

Lo spettacolo della Val d’Orcia

Bagno Vignoni non è esattamente una metropoli: l’ultimo censimento ha stimato il suo numero di abitanti intorno ai 30. Tutto il borgo si aggrappa intorno alla cosiddetta piazza delle sorgenti, un luogo magico le cui origini mettono radici nei meandri della Storia, con la S maiuscola: qui un insediamento e lo sfruttamento delle acque termali risale agli Etruschi prima e ai Romani poi.

piazza delle sorgenti bagno vignoni

Piazza delle Sorgenti

Piazza delle sorgenti è un rettangolo circondati ai quattro lati da edifici di pietra, con al centro una grande piscina d’acqua termale, costruita nel Cinquecento. In quella vasca hanno fatto il bagno papi, granduchi, signori e signore della Toscana medioevale, ma, in tempi più recenti, anche il visionario regista russo Andrej Tarkovskij, che qui ambientò il suo film Nostalghia, nel 1982.

via delle sorgenti bagno vignoni

Angoli del borgo

A voi, invece, di immergervi nella piazza delle sorgenti di Bagno Vignoni non sarà consentito: dovrete accontentarvi di lasciare il centro del paese e recarvi appena fuori, al Parco dei Mulini. Qui l’acqua termale proveniente dalle sorgenti a monte continua a scorrere in piccolo rivoli e canali, intorno ad alcuni ruderi di mulini.

bagno vignoni parco dei mulini

Il Parco dei Mulini di Bagno Vignoni – ph. Bonachera jf, own work, CC BY-SA 4.0

Nel medioevo questi edifici erano la fortuna del borgo: in una zona dove le acque del fiume Orcia, che scorre in fondo alla valle che adesso vedete aprirsi davanti a voi, hanno carattere stagionale e spesso durante l’estate sono pressoché assenti, avere una sorgente perenne, seppur d’acqua termale, che consentiva di continuare a far girare le ruote dei mulini consentì a Bagno Vignoni di mantenere una grande importanza strategica.

E’ giunto quindi il momento di fare una cosa quasi rivoluzionaria, soprattutto nei mesi di autunno inoltrato: toglietevi scarpe e calzini. Infilate i piedi nelle acque sulfuree, mentre vi godete i favolosi colori dell’autunno che tingono di giallo, arancio e rosso le colline che si stendono placidamente davanti ai vostri occhi.

Scritto con Lorenzo Calamai

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