Aspromonte, Pollino, Umbria: 8mila foreste italiane diventano Patrimonio Unesco

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Oltre 8mila ettari di foreste italiane sono diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità a riconoscimento dell’unicità degli ecosistemi naturali. Dopo i Portici di Bologna e il centro storico di Firenze, arriva da parte dell’Unesco questo omaggio alla natura. Adesso il nostro paese ha 59 siti nella Lista.


Come si legge sul sito del ministero della Transizione ecologica, lo scorso 8 giugno era stato trasmesso ufficialmente il rapporto di valutazione IUCN sulla proposta di estensione del sito transnazionale naturale delle Antiche faggete d’Europa. La candidatura è stata valutata in questi giorni che stiamo seguendo la 44esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale.

Le new entry sono: la faggeta “Pollinello”, estensione di quella di “Cozzo Ferriero” già facente parte del sito, nel Parco Nazionale del Pollino; la foresta “Valle Infernale” nel Parco nazionale dell’Aspromonte; un’ulteriore parte della “Foresta Umbra”, già riconosciuta.

“L’unicità della faggeta vetusta di Valle Infernale – dice il presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano – è legata anche al substrato geologico metamorfico e ai processi tettonici che caratterizzano il paesaggio selvaggio d’Aspromonte creando un ambiente unico nell’area di distribuzione del faggio”, e continua: “L’ingresso nel sito seriale “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, certifica l’unicità ecologica di Valle Infernale, quale scrigno di biodiversità che sarà possibile conservare per le generazioni future nonostante i cambiamenti climatici in atto”.

L’estensione riguarda, oltre l’Italia, anche altri 9 paesi europei (Bosnia-Erzegovina, Francia, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Repubblica ceca, Serbia, Slovacchia, Svizzera).

“Ci riempie di orgoglio sapere che oltre 8.000ettari di foreste italiane sono stati proclamati patrimonio #Unesco a dimostrazione della ricchezza e dell’unicità degli ecosistemi del nostro Paese e dell’efficacia delle azioni di conservazione delle nostre aree protette”, ha twittato la sottosegretaria al Mite Ilaria Fontana.

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Fonte: MITE/Unesco

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