Aneurisma, una malattia grave ma sempre più curabile

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Tempo di Lettura: 3 minuti MILANO (ITALPRESS) – L’aneurisma è una dilatazione anomala e permanente di un tratto di vena o arteria e quando la dilatazione della parete raggiunge livelli critici, il vaso sanguigno può rompersi dando luogo a un’emorragia interna. Gli aneurismi possono verificarsi in qualsiasi vena o arteria, ma i più comuni sono quelli dell’aorta e cerebrali. L’aneurisma […]

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MILANO (ITALPRESS) – L’aneurisma è una dilatazione anomala e permanente di un tratto di vena o arteria e quando la dilatazione della parete raggiunge livelli critici, il vaso sanguigno può rompersi dando luogo a un’emorragia interna. Gli aneurismi possono verificarsi in qualsiasi vena o arteria, ma i più comuni sono quelli dell’aorta e cerebrali. L’aneurisma può essere presente alla nascita o manifestarsi in seguito a un trauma, a una malattia, a condizioni degenerative legate all’età, per un livello elevato di colesterolo, a causa del tabagismo o in presenza di diabete. Si stima che circa il 5% della popolazione sia portatrice di aneurismi, ma solo una piccola percentuale di questi manifesta un proprio segno. In molti casi, infine, l’aneurisma non provoca disturbi e può svilupparsi lentamente per molti anni, ma l’eventuale rottura del vaso rappresenta un’emergenza da affrontare quanto prima. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal professor Roberto Chiesa, primario dell’Unità di Chirurgia Vascolare all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Ordinario di Chirurgia Vascolare presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
“Gli aneurismi sono un problema veramente importante – ha esordito il professore – Ne è affetto una buona parte della popolazione, fino al 4% si stima, e possono interessare tutte le arterie del corpo umano. Può crescere e rompersi, ed è questo il vero problema. In qualsiasi sede e condizione avvenga, la rottura può essere veramente grave, anche mortale o portare a lesioni degli organi”.
La medicina, però, ha fatto passi da gigante anche nel trattamento degli aneurismi: “I tempi di intervento devono essere i più brevi possibili. Oggi abbiamo possibilità meravigliose di fare diagnosi, ecografie, tac modernissime – ha ricordato Chiesa – Ora la diagnosi in centri ovviamente di alto livello è ben fattibile e può permettere un buonissimo trattamento, questo è il messaggio importante. L’aneurisma deve far paura, ma può essere curato – ha aggiunto – Con le protesi chirurgiche abbiamo esperienze da più di sessant’anni, ora non abbiamo nulla da imparare rispetto agli Usa. Abbiamo pazienti con protesi da oltre vent’anni, vanno ovviamente sempre controllate ma fanno ancora il loro dovere”.
Il professor Chiesa ha sottolineato anche l’importanza che avrebbe uno screening di massa nella popolazione: “E’ veramente particolare questa malattia, perchè nasce spesso come malattia associata a un’altra malattia. Il paziente fa l’ecografia e scopre gli aneurismi, spesso c’è correlazione. Poi esistono, e sarebbe auspicabile accadesse come negli Usa o in Inghilterra, gli screen di massa – ha spiegato – Non sarebbe difficile o oneroso farli, basta fornire di ecografi tutta la medicina di base”. E sulle procedure di intervento: “Il medico rassicura il paziente che arriva molto spaventato, l’idea comune è che l’aneurisma sia una situazione grave. La grandezza dell’aneurisma e la sede definiscono l’urgenza di intervento, che va effettuato al momento opportuno. Negli ultimi vent’anni tutto è cambiato, oggi possiamo attuare sempre la chirurgia aperta, che rimane un momento importante, ma c’è anche quella endovascolare, da poter usare anche in urgenza”.
Infine, Chiesa si è soffermato sullo stile di vita da adottare per provare a prevenire questo tipo di patologia: “Esiste l’ereditarietà per l’aneurisma e la trasmissione genetica. Chi ha in famiglia morti per aneurismi può risultare più propenso, quindi vanno curati. Chi ha l’aneurisma o chi vuol prevenirlo deve fare uno stile di vita sano, evitare i grassi animali, praticare attività fisica e quant’altro – ha ricordato – Il rischio di mortalità oggi per gli aneurismi addominali si aggira al 2%, è bassissimo. Per l’aorta toracica un pò di più, ma l’uso della chirurgia endovascolare ha abbassato i dati anche qui – ha concluso Chiesa – L’aneurisma è una malattia grave e importante, ma è curabile bene e si può migliorare ancora”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

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